"Modello Barcellona" per la vita notturna: ecco le vie della movida

L’annuncio dell’assessore Cadeo: "Locali e intrattenimenti saranno concentrati in poche aree urbane"

di Carolina Villa

La «movida» dei giovani non viene messa in discussione e non dovrebbe nemmeno far più discutere i comitati di zona.
La notizia è arrivata nel corso di «Puliamo il mondo», dove si trovava ieri l’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo, che ha annunciato l’intenzione di muoversi in questa direzione: «Sul modello di Barcellona, Milano intende individuare degli spazi urbani dove concentrare locali e intrattenimenti serali». Ha inoltre aggiunto che «per i ragazzi rappresenterebbe un punto d’incontro, un luogo d’aggregazione e di scambio culturale. Per i cittadini, invece, sarebbe un’area ben definita in termini geografici, non invadente verso le loro abitudini e necessità di residenti, e monitorata da opportuni controlli».
In questo modo la ricerca dei giovani di «Scusate il disturbo», la manifestazione di sabato pomeriggio, di un «posto dove riunirsi la sera» - così come diceva Otta, una delle promotrici dell’iniziativa - verrebbe soddisfatta.
E contemporaneamente - nelle intenzioni della giunta - verrebbe esaudita la richiesta dei Comitati milanesi - espressa durante l’ultima riunione all’Umanitaria - di «stabilire delle precise aree destinate alla «movida» notturna, escludendo gli edifici residenziali e i punti della città con la più alta concentrazione abitativa, e lì garantire o ripristinare il rispetto della legalità (igiene, polizia locale, insonorizzazioni ectc.).
Il punto è risolvere il dibattito «movida-anti-movida», che ha coinvolto la Milano dei ragazzi che di notte escono per divertirsi e quella dei residenti che di notte sta sveglia per colpa loro; ma la scelta si spiega anche con un ulteriore elemento, il «fattore Expo».
Per Cadeo creare nella mappa di Milano un quartiere vivace e stimolante, carico di eventi e performance di qualità e capace di «corrispondere all’equazione “vita=sicurezza”» - come segnalava sabato anche Giovanni Bozzetti, assessore agli Eventi e moda della giunta Albertini nonché inventore della Notte bianca e della spiaggia all’Arco della pace - è fondamentale per levare il grigio e la nebbia dalla città e illuminarla. Renderla cioè attrattiva agli occhi nazionali e internazionali.
Questo l’obiettivo: aprire in questo senso la città, ravvivarla, dando spazio a proposte e iniziative dei giovani (e non solo), e regolandole secondo le norme della «civile convivenza» - è l’espressione usata sia dai residenti che dal vicesindaco. «Esattamente come ha fatto Barcellona in occasione dei Giochi olimpici del 1992», ha spiegato l’assessore Cadeo. Nel ’92 infatti la zona portuale del capoluogo catalano venne rinnovata completamente, servita di strutture e servizi per il tempo libero, lo svago e il divertimento, ma senza interferire con la vita delle aree urbane più tranquille.
Il Comune di Milano si muoverà proprio in questa direzione, con lo scopo di «migliorare in termini di intrattenimento e cultura, organizzazione ed efficienza», ha dichiarato il vicesindaco De Corato, intervenuto sabato pomeriggio durante lo svolgimento della manifestazione dei ragazzi della «movida».