IL MODELLO-BOLLATE

«È un carcere dove entra la società civile, entra la città e i detenuti escono. È un carcere che ha un principio di vasi comunicanti con la città. Cento detenuti escono la mattina per andare a lavorare ed entrano la sera. Ci sono centinaia di persone che la mattina, da Milano, vengono a lavorare dentro. È un carcere dove pulsa la vita della città». Così entusiasticamente, Lucia Castellano, assessore comunale alle Casa e ai Lavori pubblici, parla del carcere di Bollate, che ha diretto per nove anni.