Modena, dal Comune un manuale dello sballo per «salvare» i giovani

da Modena

Il primo errore è stato quello di chiamarlo «Psicoattivo», parola che è una specie di bandiera degli antiproibizionisti. Il secondo è stato riempirlo di «istruzioni per il non uso» delle droghe che possono invece essere lette allo specchio, e quindi diventare una sorta di manualetto: un’«infarinatura». È un opuscolo realizzato dal Comune di Modena con la consulenza degli operatori del Sert (Servizio per la prevenzione delle tossicodipendenze) destinato a essere diffuso nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile.
Il caso è scoppiato dopo una denuncia di Alleanza nazionale e dell'onorevole Carlo Giovanardi (Udc). Ne è nato un botta e risposta con la giunta comunale di sinistra, dalla quale anche l'amministrazione provinciale ha preso in parte le distanze. Lo scopo ufficiale di quello che il centrodestra modenese ha battezzato il «manuale dello sballo» è la «riduzione del danno» provocato dall'assunzione di stupefacenti. In realtà il vademecum contiene «istruzioni per l'uso delle droghe e arriva a decantare, in alcuni passaggi, gli effetti positivi dello sballo», dichiarano il consigliere regionale Enrico Aimi e il collega in provincia Luca Caselli dopo che l'opuscolo era giunto sui banchi degli amministratori locali.
Il fascicolo, intitolato «Psico-attivo. Attiva la mente senza sostanze», è firmato dal Comune di Modena con il patrocinio della Provincia, in collaborazione con il Sert dell'Azienda sanitaria cittadina e la Regione Emilia-Romagna. «Psicoattivo», tra l'altro, è il nome di un sito internet che la polizia postale di Campobasso ha sequestrato lo scorso gennaio su ordine della magistratura proprio perché la grande quantità di notizie sulle sostanze psicotrope è stata interpretata come istruzioni per l'uso, nonostante l'avvertenza che si leggeva sul sito: «Tutte queste informazioni non sono presentate con lo scopo di incoraggiare la gente a sperimentare droghe ma solo per dare un avvertimento a coloro che potrebbero farne uso». Quando il sito fu oscurato, gli antiproibizionisti insorsero contro la censura della libera informazione.
«Questo è l'ennesimo scivolone con macabri risvolti di Regione, Provincia, Comune», protesta An. Antonio Mazzocchi, dell'esecutivo nazionale, ha chiesto al ministro Livia Turco di bloccare la diffusione del vademecum. Richiesta appoggiata anche da Giovanardi: «Strumento sbagliato e diseducativo - dice l'ex ministro, autore della legge sulla lotta allo spaccio - che mette sullo stesso piano sostanze legali di cui va colpito l'abuso (alcol e sigarette) con sostanze proibite da tutte le convenzioni internazionali, dunque illegali».
La provincia di Modena condivide il titolo «ma non i contenuti» della pubblicazione; perciò non la distribuirà nelle scuole. «Non è un progetto che abbiamo sviluppato noi - chiarisce l'assessore a Sanità e politiche sociali Maurizio Guaitoli (Italia dei valori) -, ci siamo limitati a concedere il patrocinio a un pieghevole che come spiega il titolo avrebbe dovuto essere semplicemente illustrativo dei rischi che si corrono utilizzando le diverse sostanze».
Il Comune invece si difende con energia. «L'opuscolo risale al 2004 - ribatte l'assessore alle Politiche giovanili Elisa Romagnoli - e aggiornato nel 2006, senza modificarne natura e finalità. Si parla di droghe senza ipocrisie, ma si spiega che ogni sensazione “piacevole comporta rischi gravi».