Modena, ritrovata la ragazza scomparsa: "Sono libera"

E' stata la giovane, Vanessa Mussini, a chiamare la polizia in serata. "Sono libera", ha detto al telefono. Gli inquirenti la stanno ascoltando per chiarire gli aspetti della vicenda. Smentito che fosse figlia dell'industriale ad delle ceramiche Panaria. Tra le ipotesi: uno scambio di persona. La sua auto era stata trovata abbandonata sull'Autosole fra Modena e Reggio Emilia

Modena - E' stata ritrovata la ragazza ventottenne scomparsa da stamani vicino a Modena e che si temeva fosse la figlia di un noto industriale (ceramiche Panaria) vittima di un rapimento. La svolta nelle indagini è avvenuta questa sera. E' stata la giovane, Vanessa Mussini a telefonare alla polizia: "Sono libera...". Gli agenti a quel punto è andata a recuperarla in un bar a Soliera, nel modenese. La ragazza è stata accompagnata in Questura, dove in questo momento viene sentita dagli inquirenti che cercano di far luce sulla vicenda che presenta molti lati oscuri. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche quella di uno scambio di persona.

Smentito anche il fatto che Vanessa fosse figlia dell'industriale:"Sono contento che la ragazza sia stata liberata, ma non fa parte della nostra famiglia". Lo ha precisato all'Ansa Giuliano Mussini, amministratore delegato delle Ceramiche Panaria. "Abbiamo una famiglia abbastanza vasta - ha aggiunto - ma ho fatto le verifiche e fortunatamente la vicenda non ci ha riguardato". Il padre di Vanessa Mussini si chiama Vanni, ed è un piccolo imprenditore del settore trasporti e presidente del Consorzio emiliano autotrasportatori (Cea). La studentessa frequenta la facoltà di Agraria all'università di Parma.

L'auto della giovane, una Mercedes, era stata trovata nel pomeriggio sull'Autostrada del Sole, in direzione nord, tra Modena e Reggio Emilia. La giovane, a quanto si è appreso, sarebbe scomparsa da casa in mattinata e alcune ore dopo i familiari avrebbero segnalato la sua scomparsa alla polizia. Sarebbe inoltre giunta, a persone vicine alla famiglia, una richiesta di denaro, nell'ordine di alcune centinaia di migliaia di euro. L'auto aveva la portiera aperta; all'interno c'erano gli effetti personali della ragazza. "Stiamo valutando tutti gli elementi per mettere a fuoco la vicenda", aveva detto il Procuratore capo di Bologna Enrico Di Nicola, che ha competenza, come Dda (Direzione distrettuale antimafia) sui sequestri di persona a scopo di estorsione che avvengono nel Distretto dell'Emilia-Romagna. Sul luogo del ritrovamento della vettura si è recata la Pm Elisabetta Melotti, della Dda, assieme alla Polizia scientifica e a personale dell'Anticrimine dal capoluogo emiliano. Della vicenda si occupa per competenza territoriale anche la Procura di Modena. Gli investigatori stanno sentendo anche familiari e amici della giovane, per meglio inquadrare tutti gli aspetti dell'episodio.