Il modernariato su quattro ruote

Non è la mania delle auto d’epoca e neanche quella per le Ferrari. Ecco i fan della NSU che spopolò nell’Italia anni ’60 e ’70

Un faccenda di cuore e motori. Lo diciamo per chi, conoscendo poco il variegato universo del collezionismo di auto d'epoca, si imbattesse un giorno nell'NSU Club Italia, onlus che raccoglie 260 soci in tutta Italia (specie in Lombardia e Veneto) e che gonfia le fila degli oltre cinquemila club automobilistici che pullulano nel Bel Paese. Sono il segno tangibile che la passione per i motori, unita a quella per la storia, possono sedimentare amicizie che da Benevento arrivano fino a Trento. Quelli dell'NSU Club Italia, poi, sono dei veri «pasionari», ché le loro macchine di riferimento non sono le simpatiche Cinquecento, le gagliarde Alfa Romeo o le sfiziose Mini. No, sono macchine tedesche: stabili, comode e sicure. Le macchine dei «principi», visto che Prinz, il nome del modello più noto fabbricato dalla NSU, proprio questo significa in lingua germanica.
TRENT’ANNI DI VITA
Costruite con una serie di modelli (ribattezzati poi con i numeri Prinz 2, 3, 4) dal ’57 al ’77, queste vetture rappresentavano per la classe media italiana degli anni Sessanta l'alternativa alla Fiat: erano comode per quattro persone, ben rifinite negli interni e - non poteva essere altrimenti trattandosi di produzione tedesca - consumavano poco. I colori? Le foto d'epoca ricordano il classico modello azzurrino con il tetto bianco o quello rosso ciliegia. Partita come fabbrica di maglieria nel 1873, tramutatasi nel Novecento in industria per biciclette, moto e auto, la casa di Neckarsulm (da cui la sigla NSU) si è fusa in anni recenti con il marchio Audi, sul cui logo compariva fino al 1985: la Prinz, il suo cavallo di battaglia, era tuttavia considerata una sorta di utilitaria per la famiglia media tedesca mentre in Italia vendette moltissimo (570mila vetture delle 625mila fabbricate). «Era l'alternativa civettuola alla Cinquecento e ha contribuito a motorizzare il nostro Paese», ci racconta Gilberto Santimaria, 50 anni, presidente del club che ha contribuito a fondare nel '96. La sede legale è nella provincia di Lecco, quella operativa a Bresso, nel Milanese, ma gli affiliati sono in contatto on line (www.nsuclubitalia.org) e ben disposti a ritrovarsi nel corso dei raduni annuali. La passione di Santimaria, che viaggia su Nsu da quando aveva 6 anni, nasce dai ricordi di famiglia: «Come quasi tutti i soci del nostro club - spiega - l'amore per queste utilitarie di cinque porte e velocità massima di 120 chilometri orari scaturisce dall'esperienza personale. Mio padre possedeva una Prinz 4 (ora ben custodita da Santimaria ndr) che fu la nostra prima macchina di famiglia, quella con cui fare le vacanze e andare a Rimini per un pic-nic portandosi dietro tutto nell'ampio bagagliaio». È lo spirito conservativo e il legame affettivo quello che spinge i soci del club a tenere con cura i loro «gioielli»: «Non si tratta di collezionismo da investimento o speculazione. In generale, nel caso di auto d'epoca, a eccezione delle Bugatti, lo scopo non è mai quello di acquistare per rivendere e guadagnare». E se è giusto ricordare che un pizzico di esibizionismo non guasta a questi collezionisti che amano ritrovarsi per gite fuori porta e sfrecciare nei paesi come in una parata d'altri tempi, è la passione quella che prevale. «Ciascuno di noi conosce bene la sua macchina e se la ripara da solo, a meno che non ci siano grossi problemi: la passione motoristica la sviluppiamo grazie ai manuali e al confronto e se non riusciamo a venirne a capo abbiamo un ex tecnico NSU di Padova che fa parte del gruppo e che è sempre pronto ad aiutarci», continua Santimaria.
LA PASSIONE DELL’«ANIMA MIA»
Con quattromila euro si può comprare una Prinz, ma poi si arriva a spenderne anche 10mila per le riparazioni e i ricambi, se questa deve essere messa a punto: Santimaria ne possiede 8, tutte custodite in un magazzino («la spesa più impegnativa»). I motori vengono scaldati in occasione di raduni importanti, come quello svoltosi dal 7 al 10 giugno scorso in Austria, ma anche per ritrovi nel fine settimana con amici: le macchine NSU possono infatti circolare liberamente, salvo blocco del traffico. Tra i prossimi appuntamenti in agenda c'è la Fiera di auto e moto d'epoca che si tiene a fine ottobre a Padova, dove l'NSU Club Italia sarà presente con uno stand, e a settembre un nuovo raduno tra i soci in data e luogo ancora da stabilire. Con un'apparizione televisiva nel corso di Anima Mia, il programma di Fabio Fazio che evocava l'Italia dei tempi passati, Gilberto Santimaria e la moglie Gloria Tanfani hanno rispolverato i ricordi legati alla casa automobilistica che, oltre alla Prinz, produceva anche la fiammante Spider e la lussuosa berlina Ro80. Il club di auto d'epoca, federato all'Asi (Automotoclub Storico Italiano) e con tre assemblee annuali per stabilire gli incontri e le manifestazioni cui partecipare, è trasversale: donne in minoranza (poco più di una dozzina le socie), diversi giovani, anche ventenni, affascinati da questa graziosa ma affidabile auto, e soprattutto proprietari «storici» di NSU. Gente che, come Santimaria, «non sa che cosa significhi la parola rottamazione» perché le proprie macchine le ha sempre curate, guarite dalle loro ferite e conservate con dedizione. Conclude il collezionista lombardo: «L'amore per i ricordi dell'infanzia e quello per i motori ci spingono a coltivare questa passione che permette di riscoprire un modo diverso di viaggiare: a cento all'ora e con il finestrino abbassato perché non c'è l'aria condizionata». Intonando magari Anima mia...