Modest Andlauer

Nacque in Alsazia, a Rosheim, nel 1847. Studiò nel seminario di Strasburgo e nel 1877 si fece gesuita. Dopo l’ordinazioine sacerdotale lo mandarono a insegnare ad Amiens, poi a Lilla e infine a Brest. Ma aspirava a fare il missionario e nel 1882 fu accontentato. Venne inviato in Cina; qui, dopo avere imparato la lingua, dovette occuparsi, in successione, dei distretti di Koang-ping-fu, Wei-hien, Ou.kia-ho, Ning-tsin, U-i e Ts’ao-kiang. Intanto, la situazione per gli occidentali si faceva difficile, dal momento che l’imperatore Tze-Hsi aveva dato mano libera alla setta dei Boxers. Questi se la prendevano soprattutto con i cristiani. Nel 1900 dilagò la loro rivolta, di fatto appoggiata dalle truppe regolari imperiali e dalla nuova imperatrice. I fanatici Boxers invasero U-i e liberarono i loro compagni che il locale mandarino aveva fatto imprigionare (perché almeno ufficialmente erano fuorilegge). Quando seppero che in città c’erano dei missionari europei si misero in caccia. Trovarono l’Andlauer e il suo confratello Remigio Gsoré inginocchiati nella loro cappella. Li trucidarono a colpi di lancia e poi appesero le loro teste alle porte della città. La rivolta fu domata solo quando i Boxers attaccarono il quartiere delle legazioni straniere a Pechino. Dopo quasi due mesi di assedio, gli europei asserragliati nelle ambasciate vennero soccorsi da un corpo di spedizione, congiunto, inviato dalle potenze occidentali. Compresi Russia, Stati Uniti e Giappone. C’era anche l’Italia. Un famoso film con Charlton Heston, Ava Gardner e David Niven, 55 giorni a Pechino, ricorda l’episodio. www.rinocammilleri.it