Modesta proposta per la Giornata del Libro

La lettura è un bene dell’umanità da tutelare? Sì, ma non con i meeting

Lettore, tu leggi molti libri? Allora questa iniziativa non è per te. Tu sei già un lettore e quindi è inutile invogliarti a leggere. Lettore, tu non leggi affatto? Allora questa iniziata non è rivolta neppure a te, perché se sei arrivato alla tua età senza leggere, è inutile cercare di farti amare i libri.
Chissà se gli organizzatori della Giornata mondiale del libro, che si celebra domani con grandi fasti, hanno fatto questo tipo di ragionamento. Evidentemente no, i pensieri che muovono queste kermesse sono di altro tipo, soprattutto commerciali. E se Roma e Torino da domani e per un anno intero sono state impalmate dall’Unesco del prestigioso titolo di Capitali mondiali del libro, ben per loro. Non si fa del male a nessuno e forse gli editori riusciranno a vendere qualche libro in più. Però non veniteci a dire che questi «eventi» sono una vittoria della cultura, perché quella che va in scena domani, con canti, balli, notti bianche e concerto dei Subsonica, è una delle tante rappresentazioni della società dello spettacolo e ha poco o niente a che fare con la cultura.
Cosa c’è di meno affine alla lettura di una megaserata al Palaisozaki di Torino con un «grande rave di note e di parole» officiato dal grande sacerdote Alessandro Baricco, che per l’occasione leggerà La paga del sabato di Beppe Fenoglio? Dice che i quattromila biglietti disponibili sono subito andati esauriti e c’è una lista d’attesa di duemila prenotati. Siamo molto felici per gli organizzatori, non vogliamo fare gli uccelli del malaugurio, e anzi speriamo che i quattromila fortunati possessori del biglietto si divertano. Ma questa bella iniziativa dal nome ridicolo Bookstok (la Woodstock dei libri, pardon dei book) è un evento che lascia per lo meno perplessi: i partecipanti sono pregati di portare il sacco a pelo e il libro che più amano. Siamo passatisti, parrucconi, antimoderni? Forse, ma il libro che più amiamo lo teniamo nella nostra biblioteca e se dobbiamo uscire, meglio pizza e cinema.
Cari organizzatori, lasciate in pace chi non vuole leggere. E lasciate i libri al loro destino. Perché non l’ha ordinato il medico di leggere, e leggere può essere una cosa molto noiosa o un’esperienza bellissima, ma nessuna giornata del libro, che sia rionale, provinciale o mondiale, potrà creare un lettore in più.
E insomma, se proprio dobbiamo sostenere che leggere è un bene per l’umanità, un patrimonio da tutelare per il quale si scomoda addirittura l’Unesco, allora coltivate i lettori fin da piccoli. Facciamo quindi una modesta proposta agli organizzatori per l’evento dell’anno prossimo: che ogni grande lettore (inteso come lettore adulto) regali un libro a un piccolo lettore (inteso come lettore bambino). E che scelga tra le storie più cattive in circolazione. Sono quelle che piacciono a loro.
Per esempio, leggete ai bambini Jonathan Swift, che aveva una Modesta proposta per evitare che in Irlanda i figli dei poveri siano di peso ai genitori e al paese, e per renderli utili alla società. Il reverendo autore dei Viaggi di Gulliver assicura che «un bimbo di un anno, sano e ben nutrito, è un cibo delizioso, nutriente e salubre, sia stufato che arrosto, al forno o bollito». Quindi, dei centoventimila figli di poveracci esistenti, se ne serbino ventimila alla riproduzione, gli altri centomila «siano offerti in vendita in tutto il Regno a persone appartenenti al censo e alla nobiltà».
Io l’ho letta ai miei figli. E ho detto loro che se non leggono faranno la stessa fine. Questa storia gli è piaciuta moltissimo.