Modiano: «Il derby con Unicredit sarà in Europa»

Chiusa la cessione di 198 sportelli. A Torino sciopero in 260 filiali

da Milano

Negli ultimi anni si sono date battaglia per occupare il «regno» del credito nazionale, ma da ora in poi Intesa Sanpaolo sfiderà Unicredit sul terreno in cui il gruppo di Alessandro Profumo è al momento il più forte: l’estero. «Trovo irrilevante il fatto che Unicredit ci abbia scavalcato. Non facciamo una gara di dimensioni», ha detto ieri il direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano commentando gli effetti immediati sul territorio italiano dell’ingresso di Capitalia in Piazza Cordusio.
«Non mi sono accorto» dell’avvenuto sorpasso, ha proseguito banchiere che è intervenuto al convegno di Capri dei giovani di Confindustraia, assicurando che le dimensioni di Intesa «sono grandissime rispetto gli altri competitori nazionali. Certo una grande banca, delle nostre dimensioni, non può ritenere che il suo orizzonte sia l’Italia». Per questo la competizione è e sarà forte. Ma in Europa. E, chissà, forse anche nel mondo, in futuro.
Finora, come si sta vedendo sugli equilibri dell’asse Mediobanca-Generali, i due gruppi si stanno misurando su un terreno prevalentemente domestico. E non solo sul business, ma anche su un piano più ampio di poteri. Ora Modiano (che è anche il numero uno della Banca dei Territori) ribadisce che la banca di Ca’ de Sass è pronta a valutare nuove opportunità di crescita all’estero. Conquistato il controllo di Carifirenze dalla fondazione omonima, Intesa ha infatti sostanzialmente uniformato la propria presenza nella Penisola. Che potrebbe essere «arrotondata» con Banca Marche. Ma poi gli obiettivi (per i quali è pronta la delega all’acquisto di azioni proprie) saranno fuori dai confini nazionali. Per ora, in ogni caso, non c’è nulla.
Sempre ieri l’amministratore delegato Corrado Passera ha chiuso la vendita degli ultimi 198 sportelli in eccesso al pool di banche composto da Carige, Credito Valtellinese, Veneto Banca e Popolare Bari: l’incasso è stato di 1,9 miliardi, per la cifra record di 9,5 milioni a sportello. Mentre a Torino è andato in onda il primo sciopero della nuova era Intesa Sanpaolo: L’adesione - da fonti sindacali - sarebbe stata superiore all’80% nelle 260 filiali torinesi (con 3.400 dipendenti) coinvolte dall’agitazione indetta dalle sigle di categoria (esclusa la Falcri) per denunciare la carenza di personale.