ModulBlock, la qualità nelle scaffalature

Come è nato Modul Blok? Chi sono i principali azionisti?
«L’azienda con questa ragione sociale si costituisce come ditta individuale nel 1976, ma risale agli anni ’50 il back ground della famiglia Petrei che serviva il gruppo “La Rinascente” con i magazzini centralizzati di quella che era, in quegli anni, la prima (e unica) Gdo (grande distribuzione); scaffalature ovviamente in legno», sottolinea il vicepresidente di ModulBlok, Maurizio Santon, ricordando come fa bella mostra, di sé, nella sede di Pagnacco (Udine), l’encomio al fornitore datato 5 dicembre 1966 dell’allora presidente Aldo Borletti.
«A scorrere la compagine sembra quasi che questa Spa sia una pubblic company», prosegue Santon. Infatti sono 15 i soci che la costituiscono.
«In realtà questo nutrito numero è figlio della strategia dei soci fondatori (Giordano Bruno Petrei e Murizio Santon) che hanno voluto e saputo coinvolgere direttamente nel capitale (anche con piccole partecipazioni) molte delle risorse umane ritenute strategiche per la gestione».
Quali sono gli obiettivi per quest’anno?
«Se osserviamo l’andamento dei volumi di fatturato degli ultimi 10 anni possiamo verificare come la crescita armonica sia l’obiettivo sempre ricercato dalla nostra impresa; anche per il 2008 il Bdg prevede di consolidare i 30,8 milioni di euro del 2007. Con l’attesa per il 2008 di un aumento che nel primo quadrimestre si attesta a un più 15 per cento. Del resto il settore dei “sistemi di stoccaggio” in cui opera Modulblok sta sempre più qualificando la domanda; selezionando e premiando le aziende produttrici che siano in grado di offrire soluzioni integrate e certificate. Soprattutto nell’area “magazzini automatici” dove Modulblok è riconosciuta come il partner, solutore qualificato delle complesse problematiche di magazzino».
Parliamo di strategie, avete pianificato un aumento della capacità produttiva o investimenti in ricerca e sviluppo?
«Ricerca e innovazione sono (obbligatoriamente, verrebbe da dire..) connaturati al nostro modo di fare impresa e attengono pervasivamente a tutto l’ambito dell’azienda. Negli anni recenti ci siamo concentrati sull’innovazione di processo e prodotto e con un impegno finanziario piuttosto importante possiamo dire di aver colto obiettivi molto ambiziosi. Oggi Modulblok dispone, infatti, di un processo produttivo che riguarda la deformazione a freddo della lamiera d’acciaio, unico e originale, che ci consente una grandissima flessibilità (processiamo oltre 5mila ordini/anno) con costi molto contenuti (siamo considerati, nella nostra competizione - e la cosa ci fa tutto sommato piacere - tra i più cari, ma la dinamica del mercato non ci consentirebbe certo di essere “fuori prezzo”. Ho avuto più volte l’occasione di rappresentare la nostra azienda come un’organizzazione capace di avere “costi industriali” con un prodotto che per molti versi può considerarsi (per la cura, la personalizzazione e l’inseguimento dei bisogni del cliente) artigianale».
Dove sono concentrate le vendite oltre che in Italia? Cercherete altri mercati di sbocco?
«Il mercato italiano assorbe circa l’80% della nostra produzione. Siamo fortemente impegnati a sviluppare l’export, soprattutto verso i Paesi più vicini dell’Est Europa. Dove registriamo una grande euforia e capacità di crescere, dal 13 al 16 maggio abbiamo partecipato a Belgrado alla International Fair, mentre saremo all’appuntamento più importante per la logistica mondiale al CeMat di Hannover, dal 27 al 31 di questo mese».
Alcune pmi italiane iniziano a produrre nell’Est Europa o in Cina, lo farete anche voi?
«Credo fortemente che diventi leader l’impresa che si posiziona sul mercato di riferimento (a parità di prodotto-servizio) con il costo inferiore. Noi abbiamo, come detto, investito massicciamente per rendere il ciclo più automatizzato possibile. Il livello raggiunto e, tutto sommato la bassa incidenza della mano d’opera, non ci fa temere l’insidia della Cina. A Est stiamo valutando importanti joint venture anche con cessione del nostro know how: la maniera più efficace di espandersi e sviluppare quei mercati».
Perché un cliente dovrebbe scegliere Modulblok rispetto a un concorrente? Cosa vi distingue?
«Con un pizzico di presunzione le rispondo che sarebbe meglio chiedere perché ci ha scelto e continua a sceglierci. Infatti, nello specifico della scaffalatura industriale (portapallet e cantilever) siamo il leader italiano. Se rileviamo dalle analisi Data bank quali sono considerati i fattori critici di successo, verifichiamo come specialmente per gli impianti di magazzino automatici (dove è attesa la maggior crescita) l’affidabilità e la competenza del marchio è percepita dal cliente ben prima, per esempio, del fattore prezzo. Continuare a posizionarci nelle primissime posizioni nella competizione lo consideriamo (sempre con un po’ di presunzione mista alla percezione del proprio valore) la “certificazione” del nostro ben fare».