Un modulo per cominciare a sognare

Ariyatunge Pathirage, detta «Sita», viene dallo Sri Lanka. Single, 48 anni, da tredici lavora come domestica presso una famiglia milanese. Sabato scorso, a mezzogiorno, è stata l'ultima ad uscire dall'ufficio postale di corso Venezia con aria trionfale. In mano brandiva il modulo per l'assunzione dei lavoratori extracomunitari previsto dal decreto flussi 2006. «Serve ai datori di lavoro (imprese o famiglie, ndr), interessati alla chiamata nominativa di una domestica o di un operaio - dice - io mi sto dando da fare per far venire a Milano un'amica, una brava lavoratrice». Sita ha l'aria sveglia, parla un italiano perfetto e s'intende di leggi e normative meglio di un avvocato. Al contrario di alcuni immigrati disinformati in coda dalle sei di mattina, convinti che sabato fosse il primo giorno utile a ottenere un permesso di lavoro o di soggiorno. Ma c'è anche chi, come Marife Locquaio, ironizza bonariamente sulla burocrazia sottolineando tuttavia la gentilezza degli impiegati: «Mi sono presentata alla posta di via Comune Antico alle 10.30, ma un cartello avvertiva che i moduli erano già esauriti. Dovrò tornare lunedì mattina» (oggi per chi legge). Filippina, 35 anni, colf, sposata, due figli, una casa di proprietà acquistata con tanti sacrifici, Marife abita a Milano da quattordici anni e si dichiara soddisfatta della propria esistenza. Ora vuole aiutare Cora, un'amica che già lavora, in attesa di essere regolarizzata. Manca solo il modulo con la domanda da compilare che potrà poi essere presentata al costo di una raccomandata solo in una cerchia più ristretta di sportelli, dotati di affrancatrici elettroniche sincronizzate. (Sulla data della presentazione c'è ancora qualche incertezza. La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale è attesa per i primi giorni di marzo). Unico timore è la corsa all'ultimo momento e il rischio di rimanere tagliati fuori. Ma intanto chi ha il modulo in mano sente già di aver fatto un primo passo. Per il futuro, si vedrà.