Moelgg abbonato al podio. L’Italia sogna la Valanga

L'austriaco Raich nuovo leader di Coppa. Battuto Biggmark e un terzetto azzurro. Manfred: "Non ho ancora vinto, ma la regolarità è una dote"

La festa azzurra continua, stavolta la vittoria sfugge perché Benni Raich si riprende giustamente il posto che gli spetta davanti a tutti e perché Jens Byggmark riesce a sbagliare meno del solito, ma dietro a questi due fenomeni, dal terzo al quinto posto, c'è solo Italia.

Manfred Mölgg è ormai abbonato al podio, dopo il secondo posto in gigante ecco l'ennesimo terzo in slalom, ma la vera sorpresa della giornata sono Patrick Thaler quarto e Cristian Deville quinto, a dimostrazione del fatto che quando ci sono i buoni risultati, l'ambiente in squadra è più sereno e tutti riescono a dare il massimo.
In questi giorni si sente spesso parlare di seconda valanga azzurra, seconda visto che la prima era quella di Gustav Thoeni e Piero Gros che negli anni Settanta dominò lo sci mondiale grazie a questi due campioni, ma anche a un bel gruppo di ottimi atleti, sempre utili per fare mucchio nelle parti alte delle classifiche. Chi seguiva lo sci in quegli anni aveva la certezza di poter in ogni gara esaltarsi per un italiano ed era questo a rendere la coppa del mondo tanto popolare.

Ecco, sabato nel gigante e ieri nello slalom di Bad Kleinkirchheim la squadra italiana ha regalato sensazioni antiche, facendo gruppo lassù, ai vertici delle classifiche. La seconda manche che ieri ha portato Patrick Thaler dal 28° al 4° posto ha permesso di vivere oltre mezz'ora di forti emozioni, perché nessuno fra gli atleti che scendevano riusciva ad avvicinare il suo tempo. Il primo a farlo è stato proprio Cristian Deville, 12° a metà gara, che gli si è accodato per 9/100, mentre è toccato a Manfred Mölgg, 5° dopo la prima manche, l'onore di battere quel tempo che sembrava destinato a restare il migliore fino alla fine. Così, per cinque esaltanti minuti, quelli serviti per le discese di Herbst (nella 1ª manche 5° a pari merito con Mölgg), di Larsson (4°) e di Neureuther (3°), l'Italia ha goduto con tre atleti ai primi tre posti, una situazione quasi impensabile soprattutto in slalom, la specialità che ultimamente, Mölgg e Rocca a parte, aveva dato meno soddisfazioni al gruppo guidato magistralmente da Claudio Ravetto, uno dei più bravi e intelligenti allenatori al mondo.

Purtroppo, come detto all'inizio, un fenomenale Byggmark e infine un signor Raich hanno fatto slittare tutti indietro di due posizioni, ma è giusto rendere merito a questi due campioni, soprattutto a Raich, che non ha tremato davanti a un pubblico immenso e osannante e soprattutto davanti a tutti i vip (politici e non solo) del suo Paese, che non avrebbe digerito l'ennesima sconfitta nelle prove tecniche. Con i 100 punti di ieri, Benni è passato al comando della classifica generale di coppa del mondo, dopo il ko di Svindal e con Miller spento, sembra davvero difficile che qualcuno possa contrastarlo da qui a marzo, anche se Daniel Albrecht, il giovane svizzero che lo segue a 73 punti, ha fatto molti progressi.

Mölgg, che in coppa generale è ottimo quarto, ieri ha davvero sperato fosse la volta buona per vincere finalmente la prima gara di coppa e all'arrivo di Byggmark si è fatto scappare una smorfia di rabbia, alla fine però non ha nascosto la sua gioia «perché salire sul podio con tanta regolarità è davvero difficile». Come dargli torto? Nel podio ieri ha sperato anche Patrick Thaler, il bello del gruppo, che da juniores si batteva alla pari con Raich ma poi è stato frenato da problemi fisici e forse non solo. Grazie al quarto posto Patrick è tornato nei top 30 del ranking mondiale (ieri partiva con il numero 41), mentre Deville con i 45 punti del 5° posto nella prossima gara dell'Alta Badia (lunedì 17) partirà fra i migliori 15 del mondo.

Meno bene è andata ieri alle nostre slalomiste nella gara vinta ad Aspen dall’austriaca Hosp davanti alla finlandese Poutiainen e alla connazionale Zettel. Sorride solo la Karbon, brillante decima (23ª dopo la prima manche), dopo che Costazza, Mölgg e Ceresa erano uscite nella prima manche. Peccato per la Gius, ottava e poi fuori nella seconda.