Moelgg, Blardone, Fanchini: un tris sul podio

Primo e secondo dopo la prima manche, i due gigantisti beffati da Ligety. Nadia terza in discesa

Chi ricorda con nostalgia le finali della coppa del mondo 1995 sappia che Bormio, dalla prossima settimana sede del gran finale della stagione, potrebbe ancora una volta regalare emozioni forti, proprio come 13 anni fa. Forse non così forti come quando Alberto Tomba salì sul podio per prendersi la coppa del mondo generale da abbinare alle coppette di gigante e slalom, imitato da Peter Runggaldier che finì primo in superG, ma insomma, l’Italia dello sci, povera e certo non invidiata come allora, continua a mietere successi. Ieri vittorie zero, ma tre podi non sono certo da buttare, ce ne fossero di giornate così!
Dopo la rivelazione Werner Heel nello scorso fine settimana di Kvitfjell, tragico per il povero Matthias Lanzinger che in Norvegia ha lasciato una gamba (nessuno strascico polemico sulla vicenda, per tutti si è trattato di pura sfortuna, di casualità, di destino crudele per un povero ragazzo che amava lo sci), ecco le conferme di Manfred Moelgg e Max Blardone in gigante, sul podio assieme come a Bad Kleinkirchheim, ma stavolta dietro a Ted Ligety. Ed ecco, da Crans Montana, discesa donne, un altro terzo posto per Nadia Fanchini alle spalle di Vonn e Goetschl, numero 1 e 2 del mondo.
Certo, a posteriori, la gara maschile di Kranjska Gora avrebbe potuto finire anche meglio per i nostri: dopo la prima manche infatti al comando c'era Max Blardone con 6/100 su Moelgg, davanti a Ligety e Raich molto vicini. In ballo non c'era solo la gara di un giorno, ma l'intera stagione perché questi quattro atleti erano anche ai primi posti della classifica di specialità che, a questo punto, si deciderà proprio a Bormio, nell'ultima gara. Ted Ligety, da anni protagonista amatissimo del circuito, con i 100 della seconda vittoria in carriera ha indossato il pettorale rosso di leader, ma Moelgg, secondo ancora una volta, e Raich, che senza un errore a tre porte dal traguardo avrebbe probabilmente vinto, sono vicinissimi all'americano. Per l'Italia, già vincitrice della coppa di gigante femminile grazie a Denise Karbon, sarebbe una doppietta storica. Pensate che bello se Manfred Moelgg, mai primo in una gara di coppa, riuscisse nell'impresa proprio a Bormio! Ma il primo posto che sfugge non sembra davvero un'ossessione per il venticinquenne di San Vigilio: «Sulla torta buonissima della mia stagione manca solo la ciliegina».
Quanto a Max Blardone, ormai tagliato fuori per la vittoria di coppa, dopo la comprensibile rabbia iniziale per aver perso la gara alle ultime porte (per un errore recuperato con grande abilità), ha ritrovato il sorriso e la soddisfazione di essere sempre coi migliori.
Con Benni Raich quarto, a Bode Miller ieri è bastato l’11° posto per tenerlo a distanza nella generale di coppa, il suo avversario più pericoloso sembra ormai essere Didier Cuche, l'inossidabile, ieri sesto. Per l'Italia molto positivo è stato anche il settimo posto di Davide Simoncelli.