Moffa assicura: "Non logoreremo il governo"

Il deputato di Futuro e Libertà: "Tra noi diverse sensibilità. Abbassiamo i toni. Tutti". Poi assicura: "Non logoreremo il governo, sarebbe una autodistruzione"

Roma - Onorevole Silvano Moffa, il termometro della crisi coi finiani che temperatura segna?
«Sono fiducioso: aver allontanato il ricorso alle urne aiuta a far sì che si possa andare avanti con le riforme strutturali di cui Paese ha bisogno».

Sì, ma nel Pdl si teme che possiate logorare la maggioranza come avvenuto fino ad oggi. Sulla giustizia per esempio...
«Paure infondate: nessuno intende logorare il governo. Sarebbe una forma di autodistruzione. Da parte nostra c’è la volontà di onorare gli impegni con gli elettori. Tutto quello che sta nel programma verrà realizzato».

Il processo breve è nel programma? A sentire Consolo sì, a sentire Granata no, a sentire Bocchino non è una priorità.
«La priorità è la riforma organica della giustizia. Tra i cinque punti, in questo capitolo, c’è la revisione della giustizia civile e penale; la responsabilità civile dei magistrati; la riforma del Csm; la tutela per le alte cariche dello Stato e ci sono nuove risorse per la giustizia».

E il processo breve?
«Certo: anche la ragionevole durata del processo. Legandolo alla questione fondamentale: la Corte dei diritti dell’uomo ha condannato ripetutamente il nostro Paese per i processi lumaca. Ma...».

Ma?
«Ma bisogna creare le condizioni perché i processi si possano fare».

Quindi più soldi alla magistratura?
«Esatto. Quello che bisogna evitare è lo spacchettamento dei provvedimenti. Il processo breve sciolto dal resto verrebbe percepito come una legge ad personam».

Questa è la linea di Futuro e libertà o della “colomba” Moffa?
«Eh eh... Non amo che mi si definisca così».

Lo so ma credo che la linea di Granata sia differente. O no?
«Beh... Diciamo che ci sono sensibilità diverse anche al nostro interno ma questo non significa che non si possa arrivare a una linea condivisa da tutto il centrodestra».

Nessun pregiudizio da parte vostra?
«No, dobbiamo ragionare sul testo».

Il processo breve già approvato al Senato, inclusa la norma transitoria sui procedimenti in corso, va bene così com’è?
«So che su questo sta lavorando il ministro della Giustizia Alfano per evitare intoppi successivi, legati alla costituzionalità del provvedimento».

Insomma, per voi sarà fiducia?
«Sì, discutendo nel merito i singoli provvedimenti ma senza pregiudiziali contrapposizioni. Bisogna recuperare il senso del dialogo e del dibattito. Secondo me le condizioni ci sono. Occorre superare rancori e risentimenti».

Da parte di chi?
«Di entrambi. I toni vanno senza dubbio abbassati».

Ma Farefuturo quasi quotidianamente martella Berlusconi e il Pdl. L’ultima di Filippo Rossi: «Il berlusconismo è slogan, propaganda stupida e intontita».
«Giudizi personali cui va dato il giusto peso. La linea politica non la detta certo Farefuturo. Certo è un sintomo del clima avvelenato. E il Giornale non ha certo contribuito ad abbassarli i toni. Ma resto fiducioso».

I vostri rapporti con la Lega?
«Nessuna preclusione al federalismo a patto che non divida il nord dal sud e che contribuisca far diventare competitiva l’Italia intera».