Moffa: «Infondate tutte le accuse nei miei confronti»

Il sottosegretario non potrà neanche recarsi a Colleferro, dove è candidato

Il sottosegretario alle Infrastrutture ed ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, è indagato per abuso d’ufficio e corruzione per aver favorito la costruzione di un capannone a Colleferro, nel periodo in cui era sindaco della città. Il tribunale di Velletri ha emesso nei confronti dell’esponente di An un provvedimento di divieto a recarsi a Colleferro. La decisione del gip Aldo Morgugli è stata presa sulla base di un’indagine della sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale di Velletri, coordinata dal pm Giuseppe Travaglini. I fatti risalgono a 1994-1995. Assieme a Moffa sono indagati Claudio Pallotta, dell’ufficio tecnico del comune di Colleferro; Maurizio Grigolin, amministratore delegato della società «Fornace e calce Grigolin», che ha costruito il capannone e Gaetano Iacobucci, consigliere di amministrazione del consorzio di cui faceva parte la società.
Immediata la reazione di Moffa: «Gli addebiti che mi vengono mossi - ha spiegato - sono del tutto infondati e sono fiducioso che l’insussistenza dei fatti ipotizzati sia quanto prima accertata dal Tribunale. Non posso esimermi dal rilevare la singolare coincidenza della inibizione all’accesso e dimora a Colleferro, mio collegio elettorale e il fatto che il provvedimento segue di soli due giorni la presentazione della mia candidatura alla Camera per le prossime elezioni politiche». Il sottosegretario alle Infrastrutture ha poi proseguito: «In data odierna (ieri, ndr) mi è stato notificato un provvedimento del gip presso il Tribunale di Velletri con cui mi viene inibito l’accesso e la dimora nel territorio di Colleferro in relazione agli addebiti formulati dal sostituto procuratore Travaglini per presunta corruzione nella quale sarei incorso per la realizzazione del progetto Sloi in Colleferro». «Più precisamente - ha sottolineato Moffa - mi viene addebitato che il corrispettivo della compravendita di un terreno industriale nell’area Sloi in Colleferro, versato dal privato imprenditore sul conto corrente della società Sloi nell’ottobre 2004, sarebbe stato fino ad oggi nella mia disponibilità. La disponibilità di detto importo sul conto corrente Sloi dall’ottobre 2004 a oggi costituirebbe prova della mia presunta corruzione».
Silvano Moffa ha quindi precisato che «come ho documentato nel ricorso che ho dato mandato ai miei difensori di proporre al competente Tribunale del riesame, ho dato le mie dimissioni da Presidente della società Sloi fin dal maggio 2004, con pubblica comunicazione, come chiunque può verificare dalle visure camerali della società Sloi e quindi in epoca ben precedente al versamento da parte dell’imprenditore del corrispettivo dell’acquisto del terreno sul conto corrente della società Sloi».