Moggi contro Rossi: «Ridicolo dare lo scudetto all’Inter»

«Premiati gli onesti? Avevano giocatori con il passaporto falso... E il commissario lo sapeva»

Claudio De Carli

Non ne salva neppure uno, anzi uno lo salva: se stesso, il nuovo tremendo morigeratore del calcio. Nella bizzarra conferenza stampa di Siena, Luciano Moggi cala la sua mannaia, accusa, fa nomi e cognomi, prende a calci il calcio italiano, e non è la prima volta, e per settanta minuti tiene banco senza riprendere fiato. Dice che ci vogliono prove per accusare le persone e prove non ce ne sono, solo ipotesi.
Ma fin qui è un Moggi scontato e francamente deludente. Per fortuna Big Luciano è di altra categoria, non affitta una hall per fare quattro chiacchiere e quando si mette a ringhiare, il calciocaos dell’estate si arricchisce di nuovi episodi: «Dovevo proteggere la mia Juve, a cominciare dal signor Franco Carraro, è lui il primo a tirare le fila di un sistema marcio». Giusto un assaggio. Il secondo bersaglio è Giovanni Petrucci: «La colpa è anche sua perchè non può mettere un ex consigliere dell’Inter a fare il commissario». Il riferimento a Guido Rossi è un buon pretesto per arrivare al titolo di campione d’Italia assegnato all’Inter: «Sento parlare di scudetto degli onesti, ma lo è chi fa giocare qualcuno con un passaporto falso? E Rossi non mi venga a dire che non ne sapeva niente». Una botta arriva anche al resto della nomenclatura nerazzurra: «Mancini un giorno ha detto che avrei risposto in opportuna sede delle mie azioni. Mi fa pensare. E poi ho letto che anche Facchetti diceva ai suoi giocatori di stare calmi, che stavano per succedere cose impreviste e incredibili. E anche questo mi fa riflettere. Evidentemente sapevano qualcosa». Solo uno sporco gioco ordito alle sue spalle, dal quale è stato costretto a difendersi e dal quale tiene inaspettatamente alla larga il Milan, tranne un accenno debole: «Nel 2005 vinse contro di noi, costretti a giocare a San Siro senza Ibrahimovic squalificato». Ma picchiando duro, anche con malizia, contro il procuratore e avvocato Claudio Pasqualin, rilanciando un episodio poco edificante di doppie provvigioni con Montero e poi anche di diffide a Vialli che aveva dettato una biografia a lui poco congeniale. E all’ex ds della Roma Franco Baldini dice: «Stia zitto, l’onestà è un’altra cosa, lo scudetto dovevano darlo ai ragazzi della Roma che hanno giocato un grande campionato appena lui se n’è andato». «Il calcio italiano è in mano a dilettanti - ha concluso -, ma con me ci sono tredici milioni di juventini e l’ho detto anche ai giudici».
Aveva iniziato dicendo: «È finito il tempo delle barzellette», ma ha tenuto solo settanta minuti, una volta ne reggeva novanta.