Moggi e la carriera di Grabbi

Un filone dell'inchiesta aperta dalla Figc riguarda anche la Gea, la società di procuratori guidata da Alessandro Moggi, figlio di Luciano, dg juventino. Proprio la Gea è stata chiamata in causa da un giocatore del Genoa, Corrado Grabbi che più volte, durante la sua carriera ha voluto raccontare la sua strana storia. A metà degli anni Novanta Grabbi, ora attaccante del Grifone, era una promessa delle nazionali giovanili: «Ma Moggi mi ha distrutto perché non ho mai voluto lasciare l'agente che avevo dall'età di 18 anni», ha sempre ripetuto.
Trentuno anni, la carriera di Grabbi è stata particolarmente travagliata: «Ricordo il primo ritiro con la Juve di Lippi, nel '94. Luciano e Alessandro Moggi mi avvicinarono per dirmi: “Devi passare con noi, ti facciamo avere il contratto con la prima squadra. Altrimenti te ne devi andare. Nel 1996 Luciano Moggi mi trattenne alla Juve fino alla chiusura del calcio mercato per non farmi trovare una squadra. Tentò di mandarmi al Prato ma non accettai la proposta». Finì che nel '96 il bomber passò al Modena in C1, nel '98 alla Ternana, poi Ravenna e ancora Ternana, sempre in serie B, dove segnò 20 gol. La sua carriera italiana finì lì e Grabbi decise di andare all'estero, accettando nel 2001 una proposta del Blackburn; poi un brutto infortunio, fino alla chiamata del presidente del Genoa Enrico Preziosi.