Moggi indagato anche dalla Procura di Roma

Da domani gli arbitri sentiti in Federcalcio. Ieri interrogato Argilli, ex del Siena

Marcello Di Dio

da Roma

Era nell’aria da giorni, da ieri è ufficiale: Luciano Moggi è stato iscritto nel registro degli indagati, oltre che da quella di Napoli, anche dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta Gea. Il reato è lo stesso per il quale era già indagato il figlio Alessandro, ovvero illecita concorrenza con minacce e violenza. Nel giorno in cui Carraro getta la spugna, arriva anche la seconda «mazzata» per il dirigente della Juventus. Che per ora resta in silenzio, attende di essere interrogato a Napoli (ieri nella procura partenopea c’era il suo avvocato Trofino, che ha precisato che ancora non è stata fissata alcuna audizione) e a Roma sia dall’ufficio indagini federale, sia dai pm capitolini. Non è escluso che dalla Procura romana possano partire altri avvisi di garanzia.
Intanto ieri sono stati ascoltati nella capitale l’ex calciatore del Siena Argilli e il direttore sportivo del club toscano Giorgio Perinetti, che non ha rilasciato dichiarazioni. Nell’ora di colloquio con i magistrati, Argilli avrebbe confermato le frasi rilasciate alla stampa («la Gea e Moggi fanno il mercato del Siena») e avrebbe raccontato la sua vicenda. «Questa è l’occasione buona per voltare pagina - ha detto il calciatore dopo l’interrogatorio -: se vogliamo perdere anche stavolta la possibilità di cambiare qualcosa, allora non lamentiamoci più». Da Napoli sta per arrivare un’altra ondata di piena sul mondo del calcio e lì potrebbero esserci casi di illecito. Ieri un vertice in Procura, negli uffici del Centro direzionale, è servito per fare il punto della situazione. Stretto il riserbo dei magistrati, importanti sviluppi sono attesi tra una settimana o al massimo tra dieci giorni. Le indagini preliminari, sulle quali i pm hanno già chiesto e ottenuto due proroghe, dovrebbero chiudersi il 15 maggio. Poi i Pm napoletani e romani si incontreranno per evitare conflitti di competenze.
Ieri l’arbitro De Santis, il cui nome sarebbe ancora al vaglio dei magistrati e che secondo alcuni rischierebbe il mondiale, ha precisato da Milano: «Ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi in tutte le sedi, sono veramente sereno. Questo mondiale me lo sono guadagnato (con lui ci sarà anche Rosetti, dopo l’esclusione del greco Vassaras, ndr), e non lo mollo per nessuna ragione al mondo». E poi ha fatto un’arringa a nome della categoria arbitrale. «Ci siamo sentiti in questi giorni e ci teniamo molto a far sapere che non siamo più disposti a questo massacro, perché sicuramente abbiamo sbagliato sul terreno di gioco, ma non al di fuori. Siamo sempre stati corretti e la nostra dignità è sempre stata la più alta. Siamo in ogni caso disponibili a qualsiasi confronto, sia con la giustizia ordinaria che con quella sportiva, perché non abbiamo nulla da nascondere».
E saranno proprio gli arbitri fra i protagonisti dei primi interrogatori degli 007 federali per l’inchiesta sportiva sulle intercettazioni della Procura di Torino. Dopo l’audizione odierna del segretario Can Manfredi Martino, domani toccherà ai fischietti Dattilo, Bertini, Cassarà e ad alcuni assistenti. Entro la settimana verranno anche ascoltati alcuni funzionari dell’Aia, tra cui probabilmente l’ormai celeberrima Maria Grazia Fazi ed entro il 16 maggio toccherà agli arbitri Trefoloni e Messina. L’inchiesta del generale Pappa, che doveva essere rapida, subirà invece qualche rallentamento: da via Allegri attendono infatti la documentazione dei Pm napoletani per poi decidere il calendario degli altri interrogatori.