«Moggi intercettato perché usò male le schede»

Per il negoziante svizzero che vendeva le utenze telefoniche a Moggi, «bastava farne un uso intelligente e la bufera poteva essere evitata». Quanto all’ex dg della Juventus il giudizio su di lui è cristallino: «Una grande persona».
Intervistato da Sky, il negoziante sembra voler difendere Moggi e soprattutto non passare per quello che ha svelato il giochino delle schede estere incastrando quello che i magistrati di Napoli indicano come il capo della cupola. «Se uno usa la scheda svizzera in Italia, se la sa usare - racconta il negoziante -, non è intercettato. Certo della cosa va fatto un uso intelligente». Gli inquirenti, attraverso le utenze straniere hanno ricostruito la rete di contatti tra dirigenti e arbitri, ma lo stesso venditore era stato coinvolto perché alcune utenze risultavano intestate a suo padre. «Io agli occhi di Moggi ho fatto una figura non bella - continua -, quando sono andato solamente per difendermi e scagionare i miei parenti. Perché le prime tre schede erano intestate a mio padre. Ha oltre settant’anni e non c’entrava niente con tutta questa storia». Il negoziante ha ammesso di conoscere Moggi: «L’ho visto a Torino qualche volta - spiega -, sono andato a vedere le partite e basta. Mi spiace che io sia stato tirato in ballo, sembra che abbia fatto lo spione di turno».
E ci tiene a dire che «se volevo trarre dei vantaggi da questa storia avrei potuto farlo. Se all’inizio partivo e dicevo “so io com’è andata tutta la storia di Moggi”, e andavo in qualsiasi testata giornalistica, mi pagavano fior di soldi. A me queste cose però non piacciono». Il negoziante spiega che con quelle utenze essere intercettati era più difficile: «La procedura funziona in modo semplice: tu vieni qua, compri la scheda - racconta -. Io non faccio il poliziotto, tu mi dai un documento, io ti intesto la scheda. È una cosa regolare. Non mettiamo alcuna firma perché il gestore svizzero non me lo chiede. Se uno usa la scheda in Italia, se la sa usare, non è intercettato».
Sembra di essere tornati indietro di un anno. «Calciopoli? Esce tutto a puntate e, comunque, non è certo edificante per il nostro calcio... - ha commentato l’allenatore della Lazio Delio Rossi -. Pensavo si potesse ricominciare con il calcio giocato...».