Moggi rischia grosso Indagato anche a Napoli

Marcello Di Dio

da Roma

Il re è nudo. Luciano Moggi continua a rilasciare dichiarazioni rassicuranti sulla vicenda intercettazioni («è tutta una buffonata») ma ora rischia un’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma, mentre da diverso tempo risulta indagato da quella di Napoli nell’ambito dell’inchiesta del 2004 sul «calcio scommesse». L’accusa a Roma è la stessa del figlio Alessandro, patron della Gea: illecita concorrenza con minacce e violenza. I pm Maria Cristina Palaia e Luca Palamara intendono verificare se - come sembra emergere dai colloqui intercettati dalla magistratura torinese - l’attuale direttore generale della Juventus controlli, attraverso la Gea, la compravendita di calciatori di altre società di calcio e se, in un qualche modo, influenzi la gestione di altri club.
Il Luciano Moggi a Roma nelle prime ore del pomeriggio di ieri appare come un uomo stanco e teso. La pressione mediatica che sta subendo è fortissima, non è tempo di sfoggiare il classico sorriso «gigionesco» o la battuta pronta. Poco dopo le 15, mentre su Roma si abbatte un breve ma intenso temporale, entra nell’ufficio dell’avvocato Giulia Bongiorno, già consulente legale di Figc e Coni ma anche difensore di Moggi junior proprio nell’inchiesta Gea. Un’oretta di riunione, presenti anche gli avvocati della società juventina Chiappero e Trofino, nella quale viene fatto il punto della situazione. Preso atto del provvedimento dei pm di Torino, che hanno archiviato la posizione degli intercettati per assenza di reati penali, si discute sulla possibile notifica in arrivo dalla Procura di Roma. E si pensa già a un’eventuale linea di difesa, anche se i sorrisi di circostanza degli avvocati bianconeri al termine del colloquio lasciano trasparire tranquillità.
Insomma, Luciano Moggi potrebbe presto entrare nel mirino dei pm capitolini, che già indagano da tempo sull’attività della Gea. Gli atti trasmessi dalla procura di Torino a quella di Roma, dicono fonti giudiziarie, al momento riguardano solo questo filone. Le attività di delega conferite ieri dai pm alla Guardia di finanza sarebbero mirate proprio a trovare riscontri sul presunto «corto circuito» di interessi presunti tra Gea-Moggi Jr-Luciano Moggi. E in questo contesto si inquadra l’interrogatorio, programmato per lunedì, di Stefano Argilli, l’ex centrocampista del Siena ceduto a gennaio scorso al Livorno. Il calciatore, alla vigilia della sfida tra Siena e Juventus, spiegò in un’intervista acquisita dai pm che la Gea e Moggi controllavano anche il mercato del club toscano.
Mentre lascia gli uffici di Piazza San Lorenzo in Lucina, l’auto sulla quale sale un rabbuiato Moggi non parte. In tre, compreso l’avvocato Chiappero, sono costretti a spingerla per qualche metro. È proprio un periodo no per il re del mercato, che da ieri è sempre più nudo e accerchiato.