Le mogli: "Ora come faremo a vivere?"

Un paese sotto choc. Il sindaco: "Troppo dolore, siamo sconvolti. Annulleremo le elezioni amministrative di domenica"

Catania - Davanti a quel maledetto depuratore consortile, luogo di una tragedia immane che ha tolto la vita a sei operai di Mineo, comune distante 59 chilometri da Catania, il dolore straziante dei parenti della vittime è indicibile. «Voglio vedere mio figlio, urlava tutta la sua disperazione la mamma di Giovanni Sofia, una delle vittime. Non provate a fermarmi, perché lo voglio vedere subito. No, non posso credere a quello che è successo». Sostenuta e confortata da due familiari, ha cercato di varcare, ma inutilmente, il cancello dell'impianto controllato da carabinieri e vigili urbani. L'hanno fermata a forza e non senza difficoltà. Disperata la moglie, giovanissima, di uno degli operai morti. «Perché proprio a me è toccata una tragedia simile. Mio Dio, non è possibile. Come farò ad andare avanti». Alle scene di dolore, si sono registrati anche momenti di grande tensione, all'arrivo di altri parenti. «Lasciateci in pace nel nostro dolore». E poi, rivolti a cameramen e giornalisti. «Questo non è uno spettacolo».

Don Minè Valdini, parroco della chiesa madre di S. Agrippina, patrona di Mineo, che ha visto le sei vittime all'interno del depuratore, diceva. «Sono morti abbracciati l'uno con l'altro, quasi sicuramente nel tentativo di salvarsi a vicenda». Poi ha aggiunto, visibilmente commosso. «Sono deceduti con un gesto d'amore, cercando di aiutarsi tra di loro. Un atto di generosità che purtroppo non è servito a nulla». Conferma, l'ingegnere Salvatore Spanò, comandante dei Vigili del Fuoco di Catania. «Li abbiamo trovati morti uno accanto all'altro, in fondo alla vasca, coperti da un sottile strato di fango. Quasi certamente hanno tentato di salvarsi, prima di rimanere intrappolati dentro quella camera della morte. È probabile che uno di loro si sia sentito male e che gli altri abbiamo cercato di aiutarlo, prima di rimanere a loro volta intossicati dalle esalazioni. Ma gli accertamenti sono ancora in corso. Stiamo facendo tutti i rilievi necessari, con l'ausilio del nostro nucleo specializzato in interventi chimici e batteriologici, per dare una spiegazione a questa tragedia».
Sconvolti gli impiegati del Comune, dove lavoravano quattro dei sei operai. Dicono di loro alcuni colleghi in lacrime. «Erano tecnici competenti, preparati e molto scrupolosi. Ancora non ci crediamo».
L’allarme è stato dato proprio dai familiari delle vittime. Spiega il sindaco: «Non erano tornati a casa per il pranzo e quindi attorno alle 15.30 qualcuno ha chiamato in Comune per chiedere spiegazioni. Un loro collega è andato sul posto e qui li ha trovati morti. Ha dato subito l'allarme e poi per lo choc è stato colto da un malore». Aggiunge il primo cittadino. «In questo momento c'è troppo dolore. Domenica si sarebbero dovute tenere le votazioni amministrative. Si dovranno annullare».