le mogli povere e ricche

da Milano

«Chi è lei?». «Sono la moglie del ministro!». La battuta di Roberto Benigni nel film Johnny Stecchino ha santificato a «lavoro» il ruolo delle first lady dei politici nostrani. Ma la realtà delle signore della Casta, nel bene e nel male, è un po’ diversa e con alterne fortune. Vedi la signora Flavia Franzoni Prodi, che secondo il Sole24Ore di ieri, ha chiuso l’anno solare 2006 con pochi spicci. «Il suo reddito imponibile, grazie alle detrazioni, è di appena 2.319 euro. Un numero - scrive il quotidiano di Confindustria - che fa della moglie del presidente del Consiglio Romano Prodi un’incapiente». Sì, ma vip e con una spiccata propensione all’investimento, visto che «nel suo pacchetto azionario compaiono movimenti» su 11.200 titoli Datalogic e 9.900 azioni Credem Holding, l’acquisto di 1.500 azioni Popolare Etruria e Lazio e 3mila titoli del Credito Valtellinese. Nel suo portafoglio sono tornate anche le 10mila azioni di Aquitania srl, la società fondata da Prodi nel ’94 e condivisa al 50% con il presidente di Enel, Piero Gnudi, che controlla la fiduciaria Sambuleia Spa. Entrambe le società hanno sede a Bologna nello studio di Gnudi, commercialista di fiducia del Professore. E nel 2003, giova ricordarlo, Aquitania aderì alle sanatorie fiscali dell’allora governo Berlusconi. Ma questa è un’altra storia.
Se la passa maluccio anche Daniela Ferrari, la moglie del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Dipendente di una farmacia comunale di Piacenza, fondata nel ’99, la Ferrari ha dichiarato un imponibile di 14mila euro lordi, come riporta il Corriere della Sera. La Ferrari fu una degli sponsor della battaglia flop condotta dal marito: la liberalizzazione dei farmaci da banco. «Più che i farmacisti, ormai facciamo i commessi - fu il suo sfogo - vuoti le casse, sistemi le scatolette, prenoti gli esami... E tutto questo con stipendi che, ad esempio dopo 10 anni di lavoro, ti permettono di portare a casa 1.300 euro al mese». Quella riforma, aggiunse, «ci allinea all’Europa». La signora Bersani è peraltro in buona compagnia, con lady De Mita e Lella Bertinotti che hanno dichiarato entrate comprese tra 14mila e 18mila euro. Redditi distanti anni luce da quelli della multimilionaria Donatella Dini, moglie dell’ex premier Lamberto (che nel 2006 ha dichiarato 554.925 euro), a capo di una multinazionale che ha interessi in Costa Rica, dai cereali alle tlc. A metà strada c’è invece Anna Serafini in Fassino Piero. Che è riuscita a convincere Walter Veltroni a candidarla anche alle prossime elezioni politiche, in barba alla rigida deroga sulle legislature multiple. Un bel traguardo, visto che il suo lavoro da parlamentare, nel 2006, le ha consentito di guadagnare più del marito, allora segretario Ds. Incrociando le due dichiarazioni dei redditi del 2007 si scopre infatti che Fassino ha guadagnato 12mila euro meno della moglie, 124mila contro 136mila. Ruoli e redditi invertiti per i neo sposi Giuseppe Galati del Pdl (236mila 697 euro) e Carolina Lussana della Lega (126mila 481 euro).
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