La moglie di Ciardelli: «Felice se mio figlio farà il militare»

da Roma

«Nicolò mi darà la forza per andare avanti. Al mio bambino parlerò sempre di suo padre e del suo lavoro. Suo padre è morto per la pace». Giovanna Netta, la giovane moglie del capitano dell’esercito, Nicola Ciardelli, una delle vittime dell’attentato di giovedì a Nassirya, accetta di parlare con i giornalisti nell’androne del palazzo in cui abitano ad Avellino i genitori.
Giovanna Netta, avvocato di 32 anni, vuole tenersi lontana da qualsiasi polemica sulla missione italiana in Irak: «Non sono io che devo parlare di queste cose, chiedo solo che il mio dolore sia rispettato». Affronta con grande compostezza il suo dolore «perché - dice - voglio far conoscere la personalità di mio marito, i suoi valori, la sua dedizione per la famiglia ed il suo lavoro». Pensa al bimbo e al suo futuro: «Se mio figlio volesse un domani intraprendere la carriera militare - aggiunge la donna - avrà il mio appoggio incondizionato. Ne sarei felice io, ne sarebbe stato felice suo padre, sarebbe per noi tutti motivo di grande gioia perché Nicola credeva in quello che faceva».
Dopo i funerali che si svolgeranno a Roma è prevista successivamente una cerimonia funebre anche a Pisa, in forma pubblica, per volere della famiglia. I funerali a Pisa si dovrebbero svolgere nella chiesa di San Nicola, la parrocchia di Nicola Ciardelli. Per lui è giunta anche, postuma, la promozione al grado di maggiore: un «doveroso riconoscimento», dicono dallo stato maggiore dell’esercito, «sulla base della normativa vigente che mira a onorare il sacrificio degli uomini caduti nell’adempimento del dovere».
A causa del grave lutto, lo stato maggiore ha deciso di annullare gli eventi ancora in programma per il 145° anniversario della costituzione dell’esercito. In un comunicato si sottolinea che «La forza armata vuole onorare la memoria del capitano Nicola Ciardelli, dei sottufficiali dei carabinieri Franco Lattanzio e Carlo De Trizio e del caporale Hancu Bogdan, dell’esercito rumeno». Ieri a Roma è stata celebrata una Messa nella Basilica di S. Maria Maggiore, mentre il 4 maggio verrà deposta una corona d’alloro presso l’Altare della Patria.
La nuova caserma dei carabinieri di Pacentro (L’Aquila), infine, sarà intitolata a Franco Lattanzio.