La moglie di Gola Profonda si suicidò per la depressione

Mark Felt, 92 anni, provocò le dimissioni di Nixon. Ora ha scritto un libro di memorie

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Lo Scandalo Watergate ha causato alla moglie di Gola Profonda una depressione tale da spingerla al suicidio. Il segreto sulla morte prematura di Audrey Felt, moglie di Mark, l'uomo che ha provocato l'impeachment del presidente Nixon, è rivelato nel libro «Una vita da G Man» scritto dall'ormai novantaduenne personaggio diventato famoso con il soprannome di Gola Profonda.
Nel libro Mark Felt confessa per la prima volta, dopo 22 anni di vedovanza, che Audrey, contrariamente a quello che è sempre stato detto, non è morta di infarto ma si è sparata un colpo di pistola alla testa. Il suicidio della moglie è il secondo grande segreto della vita di Felt. La sua identità di Gola Profonda è rimasta «confidenziale» per 33 anni.
Nel libro, scritto con l'aiuto di John Connor l'avvocato che lo scorso anno ha mediato la rivelazione sull'identità di Gola Profonda in esclusiva per Vanity Fair, Felt accusa in pratica il governo d'avergli ucciso la moglie. Audrey, già distrutta dalle illazioni sul Watergate, sarebbe crollata del tutto quando venne intentato un processo contro il marito per aver ordinato fra il 1972 ed il 1973 effrazioni senza mandato nelle case di amici e parenti dei membri del gruppo estremista Weather Underground. Dopo la prima udienza Audrey si era rifiutata di accompagnarlo in tribunale. Nel 1980 Felt era stato condannato ad una multa e successivamente amnistiato dal presidente Reagan. Il perdono del presidente non aveva sollevato la donna dallo stress, che anzi continuava a peggiorare. I frequenti traslochi per seguire il marito e l'abbandono della figlia Joan, scappata in California per vivere in una comunità alternativa, avevano ulteriormente compromesso la sua salute psichica, al punto che si era messa a bere. Quando nell'84 Mark Felt ha trovato la moglie in una pozza di sangue in bagno ha telefonato immediatamente al figlio Mark Jr. ma non alla figlia Joan.
«Mark - scrive nella prefazione del libro l'avvocato Connor - ha deciso che il suicidio doveva rimanere segreto anche per Joan. Non voleva che venisse registrato come tale per non creare problemi ai nipoti ed ha annunciato la morte come un attacco cardiaco».
«Gli agenti dell'Fbi - continua Connor - sono abituati a mantenere segreti. Non credo che nessun altro al mondo sia stato in grado di tacere così a lungo».
Il libro è stato scritto in base a memorie pubblicate nel 1979, su un manoscritto preparato negli anni Ottanta col figlio Mark Jr e su interviste condotte dalla sua famiglia. Felt rivela anche d'essersi molto infastidito quando Bob Woodward e Carl Berstein, i due cronisti dello scandalo Watergate, gli diedero il nome di Gola Profonda negli articoli comparsi sul Washington Post non ha mai descritto il ruolo svolto da Felt che si è talmente offeso da sbattere il telefono in faccia a Woodward, quando lo ha chiamato per conoscere la sua reazione al libro, pubblicato nel 1974».
Mark Felt probabilmente non si rende nemmeno conto di ciò che sta succedendo con la pubblicazione delle sue memorie. In questi giorni è in ospedale. Alla demenza senile di cui soffre da anni si è aggiunta una brutta febbre.