La moglie: "Ha visto cose terribili"

Milano - È stata una telefonata durata alcuni minuti quella tra Daniele Mastrogiacomo e la moglie Luisella, che per l'intera giornata è stata negli uffici della direzione di Repubblica, in attesa di una notizia che si aspettava di minuto in minuto.

Ezio Mauro La prima telefonata per la verità è stata quella tra il giornalista e il suo direttore. "Sono Daniele, ciao...", le prime parole di Mastrogiacomo al telefono dall'ospedale di Emergency dove era stato portato per alcuni controlli sanitari e principalmente perché proprio all'organizzazione umanitaria di Gino Strada era stato consegnato. Un breve scambio e poi Ezio Mauro ha giustamente ritenuto di lasciare spazio alla moglie dell'inviato di Repubblica.

La moglie "È stata la telefonata più bella che io abbia mai ricevuto - ha detto Mauro a Mastrogiacomo - ma ora ti devo passare una persona che è più importante", e la cornetta è passata nelle mani di Luisella Longo, che è stata quindi lasciata sola in un ufficio e per una decina di minuti ha potuto parlare con il marito. La donna in conferenza stampa non ha riferito molto della conversazione, legittimamente. Ha detto comunque di aver appreso dal marito che questi aveva patito una prigionia dura, durante la quale più volte era stato costretto a cambiare luogo di detenzione, sempre in catene e mangiando quello che si trovava nei posti dove i sequestratori lo trasferivano. Inoltre - ha riferito ancora Luisella Longo - "ha visto cose terribili, ha avuto paura ma ha comunque retto il colpo". Programmi immediati? "Fatemelo almeno tornare a casa, poi vediamo", ha risposto sorridendo ai giornalisti e raccontando della grande commozione e gioia dei due figli alla notizia della liberazione di Daniele.

Il figlio Da ieri "eravamo un po' più tranquilli, anche alla fine della giornata: tutte le condizioni erano state esaudite, aspettavamo solo il momento" della liberazione. Michele Mastrogiacomo, che ancora non è riuscito a parlare con il padre, ricostruisce le ultime ore del sequestro. "Ho sentito il nastro con le sue prime parole - spiega - l'ho sentito molto agitato, concitato, dopo essere stato in ambienti non proprio concilianti, familiari. Il video ci aveva un po' tranquillizzato, l'audio un pò meno: papà è stato bravo a mascherare le sue reali condizioni emotive, sembrava molto più tranquillo di quel che era davvero".