La moglie scopre la tresca su Facebook e lui la strangola davanti alla figlia

Emergono nuovi retroscena legati alle due donne uccise (in circostanze diverse) nella giornata di sabato scorso, una a Scicli, nel ragusano, l’altra a Civitanova Marche, nel maceratese. Entrambe le vittime sono state uccise dai rispettivi mariti, poi arrestati dai carabinieri. Le novità sul conto dell’uxoricida siciliano arrivano dal social network Facebook: l’indagato, Massimo La Terra, 41 anni, aveva infatti una relazione extraconiugale, probabile causa della lite avuta con la moglie, Rosetta Trovato, 38 anni, poi strangolata davanti alla figlioletta di 15 anni. Sul suo profilo, l’indagato, prima della mezzanotte dello scorso anno, scriveva alla sua nuova fiamma: «Spero che duri per tutta la vita perché sono stanco di avere delusione: ti amo Nina».
Invece Maurizio Foresi, l’autotrasportatore di 55 anni, che due giorni fa ha ucciso con 9 colpi di pistola la moglie polacca Grazyna Tarkowska, custodiva in casa un vero e proprio arsenale: altre tre pistole oltre alla calibro 9 utilizzata per uccidere. Adesso, a tragedia compiuta, si viene a sapere che i carabinieri di Civitanova avevano avanzato richiesta alla Prefettura di Macerata di revoca del porto d’armi al camionista, che a dicembre dello scorso anno era stato già sottoposto a un accertamento psichiatrico obbligatorio. Ma per revocare un porto d’armi ci sono i tempi sono lunghi: per la pratica occorre non meno di un mese.