La Moioli: «Chiederò un passaggio ai rom»

Da Sgarbi a Verga tutti si lamentano per i tagli: «Ridotti con le pezze al c... Come arriveremo puntuali?»

La prima sollevazione, teatrale, è stata quella dell’assessore Vittorio Sgarbi. Quando l’aula discuteva dei tagli delle auto blu per assessori e dirigenti, ha sbottato: «Solo i ricchi è bene che facciano politica. Finirà che gli assessori di Mantova verranno a prendere con l’autista quelli di Milano, che invece andranno con le pezze al c... ». L’assessore alla Cultura ha pensato alla sua collega che si occupa di Servizi sociali, Mariolina Moioli, che «quando dovrà portare aiuti ai poveri chiederà di venire a prenderla». E senza farlo apposta, non è andato tanto lontano dalla realtà. Un invito, la Moioli, lo ha già ricevuto. Il direttore della Casa della carità don Colmegna, riferisce l’assessore, «e i miei clochard si sono già offerti di darmi un passaggio quando serve. Chissà, forse finirò per chiederlo anche ai rom, che hanno macchine più belle della mia, altro che auto blu, ha anche le frecce che non funzionano». Scherza, la Moioli, ma ammette che il problema è serio: «Gli assessori devono girare molto sul territorio, io ho un assessorato che gestisce 800 milioni di euro. Non posso perdere tempo a studiare i percorsi del tram o a cercare parcheggio. Ma sono convinta che risolveremo il problema». Ironizza anche l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo: «Stasera (ieri, ndr) devo consegnare un premio ai commercianti all’hotel Quark, in via Lampedusa. Mi hanno detto che per raggiungerlo devo cambiare tre linee del tram e fare un pezzo di strada a piedi, ma per fortuna è corto». Si prende a cuore, invece, la protesta degli autisti che contano sugli straordinari per far quadrare il bilancio familiare e dovranno ora farne a meno: «Porteranno i loro figli a cena dal capogruppo della Lega Matteo Salvini, che ha proposto il taglio delle auto blu». Gli impiegati, aggiunge la Maiolo, «prendono il tram due volte al giorno, gli assessori si spostano molte volte durante la giornata. Chissà se riusciremo ancora ad arrivare puntuali agli appuntamenti».
L’assessore alla Casa Gianni Verga non commenta ma tira fuori dal portafogli la sua tessera Aci da pilota. Quello ai Lavori pubblici, Bruno Simini, sostiene invece che con la proposta della Lega «si chiede un sacrificio non agli assessori, ma ai cittadini. Non avere la garanzia di uno spostamento veloce in città toglierà qualcosa al nostro lavoro. Senza contare che in auto, mentre altri guidano al posto nostro, possiamo fare e ricevere telefonate, prendere decisioni, esaminare documenti. Non ho problemi ad andare a piedi, in bicicletta o in scooter. Posso guidare l’auto o cercare l’autobus, ma toglierò tempo utile al mio lavoro per i cittadini». A farne le spese, conferma anche Simini, saranno «soprattutto quegli autisti che per mantenere la famiglia contano sugli straordinari». Giovanni Terzi, assessore ai Grandi eventi e allo Sport, è convinto che «alla fine si spenderà molto di più per gli spostamenti, e bisognerà trovare il capitolo di spesa da cui recuperare i fondi per i rimborsi taxi o altre soluzioni che sono in via di valutazione. Il senso generale dell’operazione è di facciata, ma non creerà un risparmio effettivo».