Moioli: «Chiedo scusa». «No, si dimetta»

Diecimila famiglie in difficoltà, in bilico tra baby sitter, parenti, vicini di casa o, nei casi peggiori, bambini abbandonati negli asili. Centri estivi in tilt, educatrici in assemblea e bufera a Palazzo Marino, con Rifondazione che chiede le dimissioni dell’assessore competente, Mariolina Moioli. «Sono molto dispiaciuta per quello che è successo - si scusa la Moioli - il nostro impegno è garantire il servizio educativo nei centri estivi con le educatrici che conoscono i bambini, così come ci è stato formalmente chiesto dai consigli di istituto».
Su 65 nidi di cui era prevista l’apertura, infatti, ieri due sono rimasti chiusi, 45 hanno funzionato regolarmente (fino alle 18) e 18 in maniera parziale (fino alle 14 o 16). Dei 2823 bimbi iscritti, quindi, solo 1488 (il dato è parziale) sono potuti entrare, mentre su 515 educatrici di asilo nido attese solo 286 erano in servizio. Sul fronte delle materne non è andata meglio: ne erano chiuse 4 su 73, 21 hanno fornito un servizio parziale e 41 regolare. Dei 6654 bimbi iscritti solo 3130 (dato parziale) hanno potuto beneficiare del servizio, mentre su 622 educatrici solo 306 si sono presentate al lavoro.
Questi i dati ufficiali forniti dal Comune, che garantisce per oggi il servizio grazie alle lavoratrici recentemente regolarizzate dal Comune nei posti risultati ieri scoperti. Sempre oggi il direttore centrale del settore famiglia e scuola Carmela Madaffari, il direttore delle Risorse umane Luigi Draisci e il direttore centrale del settore Risorse umane, Giuseppe Richiedei riceveranno le rappresentanze sindacali.
«Siamo molto dispiaciuti per avere messo in difficoltà i milanesi - dichiara Nicola De Vita, segretario provinciale Cisl per la funzione pubblica - ma non avevamo scelta. Le educatrici continueranno a riunirsi in assemblea fino a venerdì. Una cosa è certa: qui si sta violando il Contratto nazionale che, agli articoli 30 e 31 prevede che si possano concordare, in sede di concertazione, le attività, il personale e le risorse per il lavoro nel mese di luglio, cosa che il Comune non ha ancora fatto». «Vogliamo l’accordo dell’anno scorso - spiega Tatiana Cazzaniga, della Cgil Funzione pubblica - con la copertura dei centri estivi affidata alle volontarie e alle educatrici precarie. Peraltro siamo certe che se il Comune farà un passo indietro sugli ordini di servizio potrà trovare molte volontarie che, di fronte alle minacce e al clima di intimidazione, hanno fatto un passo indietro». «Per quanto riguarda gli ordini di servizio - anche ieri pomeriggio ne sono partiti di nuovi - i nostri legali li impugneranno tutti» promette de Vita.
Intanto l’opposizione in Comune attacca l’assessore alle Politiche sociali chiedendone le dimissioni: «Come era prevedibile - accusa Francesco Rizzati di Rifondazione - il primo giorno è stato un disastro. O l’assessore prende in mano la situazione e la risolve oppure si dimetta subito». «Non riusciamo a capire se l’accaduto sia imputabile - incalza Marilena Adamo, capogruppo del Pd - a scarsa lungimiranza o a una politica di scontro con i dipendenti pubblici».