Molassana non regge gli eccessi del Pinelli

A poco o nulla sono servite le segnalazioni che gli abitanti del quartiere di Molassana, più volte e in diversi momenti, hanno fatto al nostro giornale per lamentare la grave situazione che da anni sono costrette a sopportare, giorno e notte, per colpa del centro sociale Pinelli. Eppure sono state decine le persone indispettite e infastidite (una a causa del forte rumore è dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso del S. Martino) dalla musica a tutto volume che giunge dal centro sociale Pino Pinelli, la comunità difesa anche dal sindaco uscente. Di quel compromesso era al corrente da sempre anche la circoscrizione IV della Valbisagno. Un centro di «creatività musicale», come in passato ha dichiarato qualche consigliere della maggioranza della circoscrizione, che per rendere ancora più critica la tranquilla vita notturna della gente che abita nelle adiacenti vie, ultimamente ha pure avuto l'idea di «illuminare» quelle feste clandestine (che da anni si protraggono fino alle 5 del mattino) con fasci di luce che illuminano la zona a giorno, sparati da potenti riflettori sui palazzi dei dintorni. E se tutto ciò non bastasse, per rendere l'idea di come i no global ignorino qualunque regola, pubblicizzano questi eventi attraverso manifesti che ragguagliano i seguaci anarchici del Pinelli sul programma musicale che prossimamente si svolgerà, a dispetto di tutti. Infatti, come una sfida, gli organizzatori hanno tappezzato Molassana e dintorni con manifesti che pubblicizzano una mega festa che si terrà, naturalmente dalle ore 24 in poi, al Pinelli. Manifesti che spiegano con orgoglio che «finalmente», dopo 5 anni, una famosa band di musica reggae ritorna al Pinelli, evento organizzato da un'agenzia di Cesena, naturalmente fiera di fornire anche il potente impianto fonico «Sound system» e reclamizzato pure su un sito musicale del settore: http://www.reggae.it/index.php?name=News&file=article&sid=14625. Il messaggio pubblicitario inviato su questo sito è firmato da una persona che si firma «Anonimus».
Così chi abita nella zona è avvisato. Come, per esempio, C. P. la giovane mamma che da mesi, durante i fine settimana per riuscire a dormire si reca in casa della madre che abita dalla parte opposta della città. Per chi non avesse questa possibilità, esistono sempre i tappi da mettere nelle orecchie.