Molesta 16 donne: imprenditore in manette

Descrizione del bruto e frammenti di targa della moto consentono ai militari di identificare l’uomo

Da Monza a Brugherio, da Seregno a Vimercate. Le sue imprese hanno attraversato un po' tutta la Brianza seminando il terrore tra le giovani donne. Fino a quando i carabinieri di Monza hanno messo fine alla sua carriera di «palpeggiatore» folle, arrestandolo. Trentatré anni, incensurato, sposato, un figlio piccolo, ma soprattutto insospettabile. L'uomo, imprenditore residente a Cinisello Balsamo, tra il giugno del 2004 e il luglio del 2005 si sarebbe reso responsabile di violenze e molestie sessuali nei confronti di 16 giovani donne brianzole.
La sua tecnica era spesso simile e ben collaudata. Con un maxiscooter avvicinava con modi gentili le vittime. Dopo aver mostrato loro una pistola che teneva nel giubbotto o infilata nella cintura dei pantaloni e talvolta minacciandole anche con un coltello, passava rapidamente ai fatti. Imponeva loro di scoprire il seno per palparlo, di lasciarsi baciare e cercava di toccarle anche nelle parti più intime. In alcuni casi il violentatore è entrato nel palazzo dove le ragazze abitano. In un episodio in cantina, dove una delle vittime era scesa per riporre la bicicletta. Un'altra volta in ascensore, un'altra addirittura nell'appartamento dove aveva cercato di spogliare e legare la vittima designata prima di violentarla. Ma in questo caso la donna, una ragazza di 23 anni, aveva reagito divincolandosi e urlando per le scale, costringendo così il suo aggressore alla fuga, temendo che qualcuno potesse intervenire in sua difesa.
L'accusa che gli ha spalancato le porte del carcere è di violenza e molestie sessuali nei confronti di 16 giovani donne, nella maggior parte dei casi intorno ai 20 anni, ma in più di un caso anche bambine intorno ai 12. Agiva a volto scoperto, avvicinando le sue vittime con modi gentili. Alto circa un metro e 75, vestito in maniera elegante, affabile, sceglieva sempre strade periferiche, spesso nei pressi delle abitazioni delle giovani e questo ha permesso ad alcune di loro di fuggire, sottraendosi così alle sue attenzioni. In un’occasione, il 16 giugno scorso, aveva tentato ben due volte nello stesso giorno, a Lesmo e a Carate Brianza, ma in entrambi i casi le vittime erano riuscite a sottrarsi alla violenza ed allontanarsi. Sono state però le sue ultime aggressioni. I carabinieri erano da tempo sulle sue tracce e sono riusciti a individuarlo grazie alle testimonianze delle vittime: frammenti della targa dello scooter e descrizioni coincidenti in tutti i casi hanno portato alla realizzazione di un identikit e a restringere le indagini a tre o quattro persone, fino poi ad arrivare all'imprenditore insospettabile. Le indagini dei carabinieri hanno fatto il resto. Una perquisizione nel suo appartamento di Cinisello Balsamo ha fatto il resto. In casa erano state scoperte la pistola giocattolo, cui era stato asportato il tappo rosso, e un coltello a serramanico. Oggetti utilizzati nelle aggressioni.