Molesta tre bimbe di 10 anni In cella l’amico di famiglia

La maestra nota disturbi nel comportamento di una sua scolara e avverte i carabinieri

Una «storiaccia» l’hanno definita i carabinieri. E in effetti è difficile giudicare diversamente la vicenda di un pensionato di 62 anni che molestava sistematicamente bambine sotto i 10 anni, figlie di amici di famiglia. Un’attività fermata prima dall’intuizione di una maestra che ha segnalato il caso, poi dai militari che hanno arrestato l’uomo, ritenuto responsabile di altre tre violenze sessuali.
La storia viene a galla verso la fine di maggio in una scuola elementare di Abbiategrasso. Sui particolari, come sempre in questi casi, gli investigatori rimangono piuttosto vaghi per impedire l’identificazione delle piccole coinvolte. Una insegnante di quinta nota appunto che una delle sue scolare, una bimba sui 10 anni, da qualche tempo è piuttosto «strana». In qualche modo l’avvicina, le parla, intuisce qualcosa e decide di informare la direttrice didattica che chiama i carabinieri.
I militari fanno parlare la piccola con uno psicologo e lentamente fanno emergere la verità. La bimba effettivamente è stata molestata da un vecchio satiro, un uomo che rientrerebbe nella sfera delle conoscenze di famiglia. Per fortuna le attenzioni del pensionato non sono andate oltre le carezze superficiali, comunque sufficienti per creare il fortissimo trauma nella vittima.
I militari iniziano a tenere sotto controllo l’indagato, con pedinamenti e intercettazioni telefoniche. Scoprendo così che il molestatore non ha rivolto le sue attenzioni solo alla prima vittima, bensì ad altre due ragazzine, poco più giovani della prima, sempre rientranti nel giro delle sue amicizie. Anche in questo caso, per fortuna, il comportamento dell’uomo si è limitato a carezze piuttosto spinte. I carabinieri accertano anche la tecnica usata dal «mostro». Prima qualche gioco innocente, poi i regalini, giochi o dolci, quindi le carezze.
L’uomo in ogni caso non avrebbe potuto fare molto di più in quanto gli approcci non avvenivano mai al chiuso, il «predatore» non è mai riuscito a trascinare le sue vittime a casa, ma sempre in qualche angolino riparato.