A Molfetta il benefit è una tomba

Molfetta (Bari)Un benefit per l’eternità, un posto in terza fila e per giunta gratis. I dipendenti del Comune di Molfetta, città di 60mila abitanti affacciata sull’Adriatico, una trentina di chilometri da Bari, hanno infatti diritto a un loculo senza sborsare un centesimo. Una garanzia di accoglienza dopo il passaggio a miglior vita assicurato da una norma ben precisa, l’articolo 144 del regolamento generale sullo stato giuridico ed economico adottato 28 anni fa. «Ai dipendenti comunali deceduti in servizio – c’è scritto – verrà assegnato gratuitamente un loculo cimiteriale»; ma non solo, perché subito dopo viene precisato che dovrà trattarsi di un posto «possibilmente in terza fila». Un posto strategico – dicono i detrattori del provvedimento - perché evita di ricorrere alla scala per sistemare i fiori.
Il benefit per l’eternità è stato messo nero su bianco, evidentemente a scanso di equivoci. Che comunque, in tempi di crisi, sono esplosi proprio di recente, quando la giunta ha approvato una delibera di assegnazione per un dipendente deceduto nel novembre del 2008. Una decisione che ha innescato le proteste perché il provvedimento non è passato inosservato ed è finito invece all’esame del leader del movimento «Liberatorio politico», Matteo D’Ingeo. Il quale non ci ha pensato due volte e, dopo aver letto e riletto il regolamento, ha sollevato il problema e si è lanciato in una campagna per l’uguaglianza in difesa dei comuni mortali. «Solo per caso – scrive – abbiamo appreso da una delibera di giunta comunale che nella nostra città esistono dei cittadini “privilegiati” rispetto ad altri»; «come è possibile che nel 2009 possano esistere ancora certi privilegi?», si chiede l’esponente dell’associazione.
Insomma, a Molfetta è ormai scoppiata la guerra dei loculi, una vera e propria rivolta contro le corsie preferenziali al cimitero “tutelate” da una norma che tra l’altro assicura la corresponsione dello stipendio fin lì maturato agli eredi, prevedendo, se si tratta di coniuge o figli, due mensilità aggiuntive. Per il momento, però, la vicenda non appare destinata ad avere ricadute politiche. Il presidente del consiglio comunale, Ninni Camporeale del Pdl, getta infatti acqua sul fuoco e dichiara: «Non penso che si tratti di un grandissimo privilegio, probabilmente quella norma è stata fatta perché all’epoca era difficile ottenere un loculo». La pensa allo stesso modo l’opposizione, che su questo punto non intende dare battaglia. Al contrario, anche il capogruppo del Partito democratico, Mino Salvemini, si dice sorpreso per le polemiche: «Quando fu approvato il regolamento, nel 1981, non ci fu nessuna protesta e fino a oggi non mi risulta ci siano mai state rimostranze da parte dei cittadini». Insomma, un consenso bipartisan. E il benefit eterno non sembra in discussione.