Molfetta: morti non per lo zolfo. Damiano contro Confindustria

Secondo i periti della procura i cinque operai non possono essere morti per le esalazioni di polvere di zolfo: &quot;Non è tossica&quot;. Inchiesta per omicidio colposo plurimo. Decreto sicurezza, <strong><a href="/a.pic1?ID=245771">il ministro accusa gli imprenditori</a></strong>

Molfetta - Non sono state le esalazioni di polvere di zolfo a provocare la morte delle cinque persone che lavoravano nell’azienda di manutenzione e lavaggio di grossi automezzi, il Truck Center. Lo si apprende da fonti vicine alle indagini. Gli accertamenti medico-legali e tossicologici sono quindi concentrati sulla ricerca dell’effettiva causa di morte, sulla quale i consulenti della procura di Trani, che ha in corso un’indagine, avrebbero già un’idea precisa. La polvere di zolfo contenuta nell’autocisterna nella quale sono morti quattro operai e il titolare della società - viene fatto notare - non è tossica e non provoca assolutamente la perdita dei sensi: provoca tosse, irritazione di gola, ma nient’altro. Se ne possono mangiare - spiegano gli esperti - fino a 60 grammi senza morire. Anzi - aggiungono - la polvere di zolfo non solo non ha mai ammazzato nessuno ma non è in grado di ammazzare neanche un bambino. Infatti, viene usata come farmaco per la pelle, come disinfettante e solitamente la si mangia in piccolissime quantità perchè la si trova sui chicchi di uva, proprio perchè usata in agricoltura per tenere lontani gli insetti.

La tragedia Quattro persone sono morte, ieri sera, nel fondo della cisterna. Un quinto operaio, Michele Tasca (20 anni), è morto all'alba dopo una notte passata a lottare, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Monopoli. C’è anche un sesto intossicato: è in condizioni meno gravi perché non si sarebbe calato nell’autocisterna: è stato ricoverato nell’ospedale di Bisceglie. L’incidente è avvenuto nell’azienda Truck center, che si occupa di parcheggi, attrezzature e impianti, nella zona industriale di Molfetta.

Le vittime Morto il titolare della Truck Center, Vincenzo Altomare, intervenuto nel tentativo di soccorrere gli operai e l’autista della cisterna colpiti dalle esalazioni di zolfo. Le altre vittime sono Gugliemo Mangano di 44 anni, Biagio Sciancalepore, di 24 anni e Luigi Farinola di 37 anni. Un sesto dipendente è rimasto intossicato nonostante non si sia avvicinato all’autocisterna, e anche questo sarebbe ricoverato in condizioni critiche. La Truck Center è un deposito dove si svolgono lavaggi di grandi autocisterne. Nel caso della cisterna killer gli operai hanno calato una sonda che serve a spruzzare grandi getti d’acqua ad alte temperature per pulirla dai residui di zolfo.

La quinta vittima All'alba è morto Michele Tasca che era ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Monopoli per le lesioni ai polmoni provocate dall’ingestione di gas da zolfo. Il giovane era stato ricoverato in condizioni assai critiche per un edema polmonare acuto: era stata l’unica persona che i vigili del fuoco erano riusciti a tirare fuori ancora in vita dalla grossa autocisterna in lavaggio nel Truck center.

Inchiesta Nel frattempo sull’incidente è stato aperto un fascicolo da parte della procura di Trani - competente per territorio - con l’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, e sono state disposte le autopsie sui corpi di tutte le vittime, come riferito da fonti investigative. Il magistrato Giuseppe Maraffa si è recato sul posto per un primo sopralluogo. Questa notte i carabinieri hanno effettuato sopralluoghi e accertamenti, e fonti investigative hanno riferito che non si sa se il primo operaio avesse la maschera, ma sicuramente non l’avevano gli altri che si sono calati nella cisterna. Uno dei punti da chiarire, ma sarà compito dei periti, è la composizione chimica delle esalazioni, zolfo o eventuali solventi o candeggina, che ha provocato la fulminea intossicazione delle vittime.

Rilievi Sulle cause sono in corso indagini da parte dei carabinieri, diretti dal comandante provinciale, colonnello Gianfranco Cavallo. L’incidente è avvenuto, presumibilmente, durante operazioni di pulitura dell’autocisterna utilizzata per il trasporto di zolfo in polvere. Sono tuttavia al lavoro i vigili del fuoco e i carabinieri che dovranno stabilire come sia stato possibile che via via il titolare dell’impresa, l’autista e due operai morissero nell’autocisterna. Il primo operaio entrato nella autocisterna - secondo una prima ricostruzione - si sarebbe sentito male, probabilmente a causa delle esalazioni. Per tirarlo fuori sarebbero così scesi, uno alla volta, anche gli altri quattro.