Dal Molin, il Tar boccia l'ampliamento della base americana

La popolazione non è stata
consultata. Per questo motivo il Tar del Veneto ha respinto
l’ampliamento dell’aeroporto Dal Molin di Vicenza. In ottobre il referendum popolare. I comitati del "no": "Fatto storico"

Vicenza - La popolazione non è stata consultata. Per questo motivo il Tar del Veneto ha respinto l’ampliamento dell’aeroporto Dal Molin di Vicenza che dovrebbe ospitare il raddoppio della base americana della Setaf. Il verdetto del Tar arriva dopo l’esposto presentato dal Codacons, che aveva raccolto il secco no dei cittadini all’espansione della base. Tutti ricordano la pesante protesta che a oggi porta avanti con determinazione il comitato "No dal Molin". Mancherebbero poi documenti in grado di attestare l’ok al raddoppio da parte del Governo italiano.

Il deposito della sentenza Nel motivare la decisione il Tar sottolinea che è mancata la consultazione della popolazione interessata nonostante fosse prevista nel memorandum Usa-Italia. L’Avvocatura dello Stato si era opposta alla richiesta di sospendere l’autorizzazione, sostenendo che comunque non si costruirà nulla almeno fino a che non sarà data un’autorizzazione definitiva a seguito della redazione di un nuovo progetto che prevede l’ampliamento ad ovest della pista e non ad est come avviene attualmente. Secondo il Codacons, il Tar avrebbe accolto in particolare i dubbi manifestati sulla Valutazione di incidenza ambientale depositata dalla Regione. La valutazione è incentrata sul rischio di inquinamento delle falde acquifere superficiali di livello "medio-elevato", ma prevede anche il divieto di insediamenti al di sotto dei 4 metri di profondità, il che rende impossibile il previsto tunnel di un chilometro che dovrebbe essere realizzato a una profondità tra i 30 e i 50 metri. Il tunnel è quello della futura tangenziale nord, che taglierebbe in due l’area dell’aeroporto. Insomma la questione è articolata e anche la relativa velocità di decisione del Tar deve avere molto impegnato i giudici.

In ottobre il referendum I cittadini di Vicenza esprimeranno in un referendum ad ottobre il loro parere sull’allargamento della base Usa di Vicenza. Il sindaco Achille Variati ha fatto sapere che la giunta proporrà la consultazione popolare nella seduta del consiglio comunale programmata per il 26 giugno. Per Variati, la sentenza "è una vittoria delle ragioni del territorio": "Avevamo sempre denunciatola mancanza di informazioni, di discussione e di legittimazione della procedura avviata". Il sindaco ricorda inoltre che erano stati denunciati "i problemi ambientali e d’impatto sul territorio urbano che comportava il progetto".

I comitati del "no" Secondo il comitato che si oppone all'ampliamento del Dal Molin, la sentenza del Tar del Veneto rappresenta "un fatto storico per la città di Vicenza ma soprattutto per l’Europa stessa". "Sono stati riconosciuti tutti i diritti e i riferimenti fatti dal Codacon alle leggi italiane", hanno continuato chiedento, quanto prima, che il governo ascolti il volere dei vicentini. Sulla stessa linea anche Michele Boato, esponente dei verdi e presidente Ecoistituto del Veneto: "E' urgente che la città di Vicenza, che ha appena eletto un sindaco nettamente contrario alla nuova base, tenga il referendum comunale e annulli il via libera ai lavori che aveva dato, inopinatamente, il precedente sindaco e il suo consiglio comunale".

Raccolta firme a favore del sì Domenica prossima il comitato fondatore e organizzatore del "Sì" per la Ederle Due organizzerà una riunione straordinaria per aprire le porte all’ingresso di nuovi aderenti. "I simpatizzanti dei Comitati No Dal Molin - affermano in una nota - non possono dare proprio lezioni a nessuno su temi riguardanti la democrazia, la sicurezza e lo sviluppo della città". L’idea è quella di organizzare nei prossimi giorni delle raccolte firme, ma soprattutto avviare "una controinformazione rispetto alle sciagurate sciocchezze che da mesi questi del no a tutto spacciano sui giornali locali e nazionali". Il Comitato si propone infine di intraprendere "azioni di collaborazione a tutti i livelli politici con tutte le forze favorevoli al sì alla Ederle Due".