Da Molino a hotel di lusso

Nella palazzina dove cent'anni fa c'era l'ufficio di Giovanni Stucky, allora il più importante industriale europeo delle granaglie, oggi c'è il centro benessere; dove lui ordinava i cereali e faceva i conti, ora le signore si offrono ai massaggi di mani esperte. Nel giardino, lì davanti, si erge un grande busto in marmo del fondatore: negli anni si pensò che fosse andato perduto, tanto era avvolto nella foresta incolta che l'abbandono aveva alimentato.
Nell'edificio principale, quello che si affaccia sul canale della Giudecca, c'erano i depositi e le moliture; qui attraccavano le navi, e sistemi per l'epoca avanzatissimi permettevano carico e scarico in automatico; oggi ci sono le stanze dell'albergo che ha ridato vita al Molino Stucky, in assoluto uno dei casi più riusciti di recupero di archeologia industriale, frutto dell'intelligenza dei tre cardini dell'operazione: la proprietà, l'Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone; la gestione, che qui esprime la più elevata qualità del marchio Hilton; e la progettazione, opera di un gruppo guidato da Francesco Amendolagine, professore di storia dell'architettura all'università di Venezia, che ha trattato il vecchio sito industriale con la stessa delicatezza che avrebbe usato per il Palazzo ducale o per piazza San Marco: rispetto assoluto, nessun aggiunta, nemmeno una finestra spostata.
Il risultato è sorprendente. Oltre cinquant'anni di completo abbandono sono serviti a conservare tutto nello stato di allora, senza quelle trasformazioni striscianti che spesso sono, quelle sì, una rovina (la tutela della Soprintendenza risale solo al 1998). Cinque anni fa, durante i lavori, un violento incendio distrusse parte dell'edificio principale e la torretta che lo sovrasta. Ma fu solo un brivido, perché tutto fu ricostruito così com’era. Oggi la torretta svetta come sempre col suo tetto a punta e offre, ai fortunati che vi salgono, l'unico panorama dall'alto che abbracci tutta Venezia dall'esterno; il Campanile di San Marco, la sola emergenza paragonabile, è nel cuore della città e ne offre una visione a spicchi.
Gigantesca la mole del Molino, il più grande complesso di edifici (in tutto, una quindicina) in laguna: tanto grande che, nel 1895, la sua costruzione fu strenuamente osteggiata. Non convinceva nemmeno quel cupo stile neogotico, tipico del Nord Europa, che sembrava non c'entrare nulla con le merlettature del tessuto urbano. La Giudecca, allora, era la zona industriale di Venezia, anticipando di qualche decennio Marghera. Il Molino Stuky, grazie alla visione illuminata e lungimirante dei suoi proprietari, fu il primo stabilimento della laguna a utilizzare come forza motrice l’energia elettrica; gli impianti funzionavano ventiquattrore al giorno, e il loro rumore lontano, nelle silenziose notti della laguna, sembravano il ritmico respiro del progresso.
Il tempo ha fatto superare anche le antiche dissonanze del gusto architettonico, e oggi il Molino - con i muri «tessuti» in mattoni, con i merli, la torretta - è piuttosto il castello medievale che Venezia non ha mai avuto. L'albergo mantiene all'interno un armonico equilibrio tra i lussuosi marmi policromi dei pavimenti e le testimonianze della vita precedente: i tiranti, le colonne in ghisa e le travature in legno originali. E’ stato conservato, su una parete, anche il grande campanello che serviva per scandire l’avvio e la fine del lavoro nei reparti.
Le camere sono 380, di cui 88 executive e 44 suite, dotate, all'americana, anche di cucina. Il corpo più arretrato e più basso, che un tempo era il pastificio, oggi è il centro congressi più grande di Venezia e del Veneto, capace di ospitare fino a mille persone. Inoltre, l'albergo dispone di 14 sale riunioni, di 600 metri quadrati di centro benessere, di cinque ristoranti e bar, uno dei quali sulla Fondamenta della Giudecca, proprio sul canale. Sul tetto, sotto la torretta, all’ottavo piano, una sorprendente piscina, con ristorante, bar e, la sera, discoteca.
Discorso a parte merita l'appartamento «presidenziale»: 600 metri quadrati su due livelli, due camere da letto matrimoniali, un grande soggiorno con 14 finestre affacciate su Venezia, sala da pranzo, piscina interna, palestra. Ne fa parte anche l'elemento-simbolo, la torretta, alla quale si accede da una scala a chiocciola. Prezzo (di listino): 12mila euro a notte. La camera standard, in bassa stagione, è invece alla portata di (quasi) tutti, con prezzi che partono da 199 euro. Da notare, infine, che un servizio gratuito di motoscafi collega il Molino Stucky con le Zattere e con Piazza San Marco.
(Per informazioni e prenotazioni: www.molinostuckyhilton.it.)