Molotov contro il Comune che gli ha aumentato l’affitto

Innanzitutto, mi scuso con voi lettori. Perchè, come potete vedere nelle pagine successive, lo spazio per le notizie oggi è veramente ridotto. E, come ogni giorno, dobbiamo fare moltissime scelte, alcune davvero dolorose, lasciando fuori parecchi temi che invece meriterebbero di essere approfonditi.
In particolare, mi spiace davvero che centinaia e centinaia (per non dire migliaia, e non esagero, le prove sono sulla mia scrivania) delle vostre lettere e segnalazioni siano in lista d’attesa, ma cercheremo di rimediare quanto prima e di dare spazio a tutti (o quasi). Sia che si tratti di massimi sistemi, dell’indignazione per il possibile tradimento della volontà popolare in Parlamento o delle strategie per le prossime elezioni, sia che si tratti di temi più leggeri, come il caso Cassano o l’esonero di Gasperini, sui quali continuiamo a ricevere pareri graditissimi, che ovviamente pubblicheremo.
Fosse per me, vorrei avere cento pagine al giorno, per far sempre più felici tutti i nostri lettori e dare sempre più notizie. Ma, detto che ci dispiace e ribadendo le mie scuse a ogni lettore, il motivo per cui lo spazio odierno - e anche quello dei giorni scorsi - è ridotto, è il migliore dei motivi possibili: e cioè che gli investitori pubblicitari credono molto nel Giornale di Genova e della Liguria. Di tutto questo, ovviamente, ringrazio tutti gli investitori, che sono parte integrante dello straordinario momento che stiamo vivendo, e anche i venditori della Arcus che fanno nel migliore dei modi il proprio lavoro. Fin troppo bene, verrebbe da dire.
Quindi, ribadisco, il poco spazio dovuto alla tanta pubblicità è il migliore dei motivi possibili per le scelte dolorose che dobbiamo fare. Perchè è chiaro che quello che si chiama «affollamento pubblicitario», che in questi giorni ha una densità simile al centro di Città del Messico, è un segnale di ottima salute per un giornale. Ancor più positivo se abbinato ai dati delle vendite, il cui segno positivo prosegue ininterrottamente ormai da anni, per di più in un quadro di grave crisi dell’editoria, dovuto alla concorrenza dei nuovi media e all’eccesso di informazioni, non tutte di livello, che ci capitano addosso tutti i giorni.
Insomma, siamo alle solite. Dopo essermi scusato personalmente con ciascuno di voi, ora vi ringrazio. Uno ad uno. Perchè siete proprio voi il segreto di questo successo. E vi informo che proveremo a sdebitarci già nei prossimi giorni: domani l’edizione di Genova e della Liguria sarà a dodici pagine, come ci accade sempre più spesso (ed è un’ottima notizia), e domenica addirittura a sedici pagine. Normalmente, dovrebbe trattarsi di un evento eccezionale, che in genere capita solo in prossimità di elezioni o fatti particolari. E invece anche le sedici pagine tornano per la terza volta in poco tempo. Ed è il miglior modo che conosciamo per farci perdonare.
Ma il ringraziamento più grande, non è solo perchè siete sempre di più, non solo nei quartieri di radicamento tradizionale, ma anche in terreni spesso difficili per il Giornale, dove si veniva guardati con sospetto solo per il fatto di osare chiederlo nelle edicole. Quindi, grazie non solo per quanti siete, ma anche per come siete, per la bellezza di quello che dite, per lo sguardo e le parole con cui ci accompagnate quando abbiamo la fortuna di incontrarci per strada.
Poi, magari, su un articolo o su un altro, si può anche essere in disaccordo. Ma è proprio confrontandoci che riusciamo ad arricchirci. E confrontarsi con un popolo come il vostro è il più bel regalo che ho la fortuna di avere ogni giorno. E di cui non smetterò mai di ringraziarvi. Senza alcuna retorica, ma solo con il cuore pieno di gioia per la grazia di conoscervi e di ri-conoscervi.