«Molte anomalie nell’urna Ma non ci sarà ribaltone»

Paolo Feltrin: «Poiché la sede del riesame è il Parlamento, credo che il risultato sarà un compromesso politico»

Laura Cesaretti

da Roma

I «complotti» sul voto del 9 aprile sono da escludere: «Improponibili». Ma che ci siano state stranezze e anomalie è possibile, dunque ben venga la verifica. Anche se «è difficile che alla fine si ribalti qualcosa: la decisione conclusiva sarà probabilmente un compromesso politico».
Paolo Feltrin è professore di Scienza dell’amministrazione all’università di Trieste, ed è stato membro della Commissione per la definizione dei collegi elettorali. Il procedimento elettorale per lui non ha segreti, e al «giallo» delle schede bianche e nulle nell’ultima tornata elettorale ha dedicato a luglio un saggio pubblicato dalla rivista Polena.
Professor Feltrin, si aspetta sorprese dal «riconteggio»?
«Dato il tipo di controlli che si sono decisi, mi pare difficile che ne esca qualcosa di risolutivo o di clamoroso. Anche perché la sede del riesame è il Parlamento e non un’istanza terza, e dunque il giudizio finale sarà un compromesso politico».
Perché, secondo lei, la maggioranza ha dato via libera al riesame chiesto dalla Cdl?
«È una scelta che serve a disinnescare il can can politico sul voto di aprile, evitando la delegittimazione della maggioranza. Il centrosinistra così si mette al riparo, mentre il centrodestra può continuare a tenere alta la bandiera della “vittoria mutilata”. Insomma, alla fine va bene a tutti, anche se non so cosa possa uscirne».
Esclude ogni ipotesi di ribaltamento del risultato?
«Quando una coalizione vince le elezioni alla Camera con uno scarto dello 0,06% l’errore di sistema è tutt’altro che impossibile: si tratta di manciate di voti. Il problema è che purtroppo cinquant’anni di leggine sovrapposte hanno reso farraginoso e difficile da gestire il procedimento elettorale. Ci sarebbe bisogno di una revisione di fondo: a ogni turno elettorale presidenti di seggio e scrutatori hanno enormi problemi a eseguire correttamente le procedure facendo tornare i conti. E questa è anche la causa delle proverbiali lungaggini del nostro scrutinio: da noi si arriva alle 3 del mattino, mentre in altri Paesi si conclude nel giro di due o tre ore».
Il dato delle schede bianche e nulle ha però attirato subito l’attenzione, facendo fiorire polemiche e teorie del complotto. Lei come lo spiega?
«La tesi di Enrico Deaglio, come si è visto, era completamente sballata. Quella del libro Il broglio era ancora più surreale: ipotizzava una sorta di Spectre organizzata da Forza Italia attraverso migliaia di scrutatori segretamente addestrati a falsificare le bianche. Figuriamoci: in una Paese dove persino le telefonate private finiscono sui giornali, una cosa del genere si sarebbe risaputa già prima delle elezioni...».
E quindi quale è la sua spiegazione?
«Non credo a strategie uniche, ma a una somma di dinamiche complesse, di errori e di singole iniziative. Di certo c’è il crollo delle bianche e nulle: al Sud negli anni 90 si erano triplicate, ora crollano soprattutto lì, dove il centrosinistra è esploso. È chiaro intanto che il sistema proporzionale fa votare di più, e la prova l’abbiamo avuta il 9 aprile in Trentino: lì si votava col maggioritario e i voti non validi sono rimasti più alti della media nazionale. Poi c’è la scheda, che in questo turno elettorale era molto più semplice delle altre volte, e ha ridotto drasticamente gli errori. Dal punto di vista politico, si è trattato di una “Sfida all’ok Corral”, e anche questo ha motivato la gente ad andare a votare davvero. Infine c’è stato un fenomeno politico-psicologico: dal tardo pomeriggio del 10 aprile ci si è resi conto che i sondaggi erano smentiti e lo scarto era minimo. E quindi è probabile che la notizia, rimbalzata su tutte le tv, abbia spinto gli scrutatori sia di destra che di sinistra a cercare di salvare ogni voto possibile».
I controlli saranno in grado di verificare cosa è successo?
«Ci sono fenomeni particolari da controllare: a Reggio Calabria i voti non validi sono passati dal 10 all’1%, e l’anomalia è patente. Certo controllare le schede bianche mi pare superfluo: sono bianche... Ma su quelle votate un check si può fare, verificando le anomalie a livello di seggi, le schede segnate nello stesso modo, il passaggio da schede a verbali. Tutto molto indiziario, ma almeno in linea teorica possibile».