Alla Molteni di Giussano un parco del design

Il vero made in Italy, anzi il made in Brianza, esiste ancora e intende mettere in mostra le sue qualità. La pensano così alla Molteni di Giussano, azienda italiana leader nel settore mobiliero, che nacque nella cittadina brianzola nei lontani anni Trenta. Oggi molte cose sono cambiate: la produzione da artigianale è diventata industriale, i centri produttivi si sono moltiplicati, i dipendenti anche (circa 900 quelli attuali), la società si è differenziata in tre aziende (Dada, Unifor e Citterio) specializzate in diversi settori dell'arredamento. Non è cambiata la famiglia al timone del gruppo (il presidente è attualmente Carlo Molteni, quarta generazione) e il profondo legame col territorio. Lo dimostra l'apertura al pubblico, negli spazi del centro produttivo Molteni, dello Spazio QallaM, dove «q» sta per qualità, giacché l'impresa di Giussano costituisce un raro esempio di vero made in Italy visto che continua a mantenere in Brianza tutta la sua filiera di produzione. Negli ultimi anni sono sorti in Italia diversi musei d'impresa (tra i più noti, l'oasi Zegna a Biella e il museo Alessi a Verbania): quello di Giussano, che è stato inaugurato ieri pomeriggio con una festa per grandi e piccini, si configura piuttosto come un centro culturale dedicato al design dove realizzare eventi aperti a tutti, ma anche workshop e seminari per le scuole del territorio. Ideato nel 2006 dalla nota designer Patricia Urquiola, lo spazio QallaM si è trasformato grazie al recente restyling firmato dallo studio Cerri&associati: è diventato una sorta di polo industriale d'autore, in cui nulla è lasciato al caso. La gamba del tavolo Diamond (uno dei pezzi più venduti di Molteni, firmato dalla Urquiola e vincitore di vari riconoscimenti) è stata infatti ingrandita fino a trasformarsi in una enorme scultura da percorrere a piedi, per visitare al suo interno uno spazio multimediale dedicato alla qualità. In questo suggestivo showroom è possibile toccare con mano il meglio del design italiano e straniero: oggetti, video, fotografie ci raccontano storie di creativi (come De Lucchi, Alvaro Siza, Aldo Rossi) che hanno cambiato il nostro modo di vivere la casa e ci ricordano che, così come accadeva agli albori del made in Italy, solo la qualità può trasformare una buona idea in un pezzo di design destinato a durare nel tempo.