«È il momento giusto: serve più atlantismo»

La nostra opinionista verso un seggio in Parlamento: «Con Prodi perduta la politica filo occidentale»

da Milano

La notizia della sua candidatura la coglie quasi di sorpresa anche se le idee e l’entusiasmo di Fiamma Nirenstein, opinionista del Giornale e scrittrice, sono chiare e nette.
Una corsa verso il Parlamento, quindi, con la maglia del Popolo delle libertà. Perché?
«Mi è stato proposto da più parti. Ne abbiamo discusso e la cosa mi ha onorata. Sono contenta, poi, di poter far parte di una squadra che annovera persone di cui ho grande stima, come l’ex governatrice di Nassirya, Barbara Contini».
Giornalista, scrittrice, esperta di Medio Oriente. C’ha pensato molto prima di sciogliere la riserva?
«Ho sposato la penna o la macchina per scrivere prima e il computer poi. Continuerò a fare il mio mestiere ma credo sia bello e doveroso poter provare a fare qualcosa in politica per il mio Paese».
Quale contributo diretto intende dare entrando in Parlamento?
«È un momento particolarmente delicato. Lo scenario internazionale preoccupa: ci sono tensioni, rischi di guerre, il terrorismo, le grandi questioni dei diritti umani...».
Perché entrare in politica proprio adesso?
«Perché occorre un’Italia maggiormente filo occidentale, filo americana e filo israeliana. Serve una politica più atlantista, più alla Spadolini. Cosa perduta in questi due anni di governo Prodi».
Altri problemi che le sembrano urgenti?
«Da sempre in prima fila nella difesa dei dissidenti, siano essi cinesi o siriani, cercherò di dare il mio contributo anche sulle troppe violazioni dei diritti umani, legate al terrorismo e a tutti quegli “Stati canaglia” che li conculcano».