«È il momento: più soldi alle imprese»

MilanoRiforme, liberalizzazioni e sostegno alle imprese. Ma soprattutto l’impegno del governo a «metterci qualche soldo». L’antidoto di Roberto Formigoni per farla finita con i veleni di Sputtanopoli è il rilancio dell’economia.
Governatore Formigoni, Pier Luigi Bersani dice che la frustata è solo fumo.
«Sbaglia. La partenza del governo Berlusconi è stata ottima, la direzione è giusta. Basta gossip, occupiamoci dell’economia».
Come si fa?
«Liberalizzazioni e sostegno alle imprese. Grandi e piccole. Positiva la chiusura della trattativa con la Fiat».
E i piccoli? Sono la maggioranza.
«Aiuti alle esportazioni, liberalizzazioni anche se sono difficili perché toccano molti interessi e semplificazione».
Di semplificazione si parla spesso.
«Gli imprenditori dicono basta burocrazia. E questo il governo sta facendo».
Chiedono anche pagamenti più rapidi.
«E questo ha già fatto la Lombardia con una legge. I tempi sono già ridotti a 60 giorni, quando il sistema Italia paga a 300, 600, qualche volta anche a 800 giorni».
Come avete fatto?
«Perfezionando i sistemi di pagamento. Nel 2010 siamo arrivati a 90 giorni, in questi prime settimane del 2011 siamo a 60 giorni».
Se dura è una rivoluzione.
«Per le imprese significa certezza del rispetto dei contratti, per noi significa spuntare prezzi migliori. Chi è sicuro di essere pagato è disposto a fare uno sconto».
Ha già qualche riscontro?
«Il bilancio di Regione Lombardia è di 24 miliardi di euro, gestirli così è dare una bella scossa alle imprese».
L’occupazione soffrirà ancora?
«La Lombardia è impegnata in un enorme piano per le infrastrutture che vale 11 miliardi di euro. Solo Pedemontana e BreBeMi sono moltissimi posti di lavoro».
Cosa chiede al governo?
«Finora ha tenuto i conti in ordine, ora è il momento di investire nella ripresa».
Il ministro Tremonti non ama aprire la borsa.
«Ha raggiunto ottimi risultati con la lotta all’evasione fiscale. Nelle casse dello Stato sono rientrati 25 miliardi di euro. Almeno una parte potrebbero essere reimpiegati nella frustata all’economia».
Impiegati come?
«In Lombardia puntiamo su ricerca, innovazione e green economy. La nuova frontiera su cui si gioca la competitività con gli altri Paesi, investimenti che rendono anche in posti di lavoro. Di qualità, come quelli dei ricercatori».
In tutto questo il federalismo che ruolo ha?
«Impossibile farne a meno».
Cos’è il federalismo?
«Distribuire meglio i poteri per dare la possibilità di far girare l’economia a velocità maggiore».
E tutti lo farebbero?
«Ognuno deve fare la sua parte. Poi ci sarà chi usa bene e chi usa male le responsabilità, ma saremo tutti con le spalle al muro. E starà agli italiani giudicare».
Andare a votare danneggerebbe l’economia?
«Sicuro. Oggi la situazione dell’Italia e stabile, ma c’è il rischio euro. Serve un governo nella pienezza dei poteri».
Magari un nuovo governo sarebbe più forte.
«Ma no. Il Mediterraneo è in fiamme, servono decisioni rapide e difficili da prendere. Votare sarebbe un autogol clamoroso. E poi il governo ha la maggioranza. Ogni volta che il centrosinistra lo attacca prende bastonate».
In compenso l’attacco a Berlusconi è quotidiano.
«È chiaro che abbiamo un’opposizione politica e mediatica assetata di sangue».
Il presidente Giorgio Napolitano invita ad abbassare i toni.
«La sinistra continuerà a sparare i suoi colpi per denigrarci, fregandosene degli interessi del Paese».
E Berlusconi come dovrebbe rispondere?
«Facendo proposte, occupandosi della ripresa economica. Anche la stampa avversaria sarà costretta a darci più spazio».
Le riforme vanno a rilento.
«Qualcuno di fronte ad attacchi così violenti si è un po’ spaventato. Il mio invito a Berlusconi è di tirare dritto, la nostra è un’alleanza riformista. E gli italiani questo vogliono, le riforme».