IL MOMENTO DI SOGNARE

Un po’ alla volta, mattone dopo mattone, sta succedendo il miracolo. E il miracolo è quello di vincere, o almeno di provarci fino all’ultima scheda, le amministrative di primavera, in tutta la Liguria, ma soprattutto in Comune e in Provincia di Genova.
Sembrava un sogno bello e impossibile, quasi un pro forma da ripetere come un ritornello. Ma, in fondo, senza crederci sul serio. Quindi, la svolta. Prima, ci si è messo il centrosinistra ligure - mai così diviso, mai così spaccato, mai così dilaniato in litigi di potere. Un campo di battaglia che sta dando vita a uno spettacolo francamente sconcertante e inadatto agli stomaci deboli. Che sta lasciando disorientato persino un elettorato anelastico come quello del centrosinistra locale, spesso pronto a trangugiare in silenzio qualsiasi cosa. Insomma, un territorio ideale dove fare scorribande, tentando di portare a casa il bersaglio grosso.
Poi, la nuova organizzazione azzurra: una squadra in cui Michele Scandroglio, neocoordinatore regionale, è un primus inter pares, che sta cercando di coinvolgere nel partito le forze migliori, più radicate nel territorio e con più rispondenza popolare. Senza dimenticare i giovani, come dimostra il progetto sui trentenni presentato proprio ieri. Poi, Scandroglio sa fare politica e ha letto qualche buon libro, due circostanze che non fanno male.
Quindi, in questa scaletta delle buone vibrazioni che fanno sperare nel miracolo, il posto definitivo possono averlo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di Claudio Scajola. Mirate sul fatto che Genova e la Liguria possono diventare un laboratorio nazionale per il partito unico. O, almeno, per liste elettorali che vadano nella direzione richiesta dagli elettori della Casa delle libertà.
Vale la pena di ricordare integralmente le loro parole, perchè raccontano un percorso. E, soprattutto, prefigurano il futuro. Venerdì, Berlusconi ha spiegato: «Il centrodestra deve fare un partito unico: non dobbiamo essere necessariamente un partito moderato, possiamo anche essere dei liberali rivoluzionari, perchè ci sono molte cose che devono essere cambiate nel nostro Paese. Dobbiamo fare una forza unitaria del centrodestra e perchè si possa fare occorre una grande mobilitazione popolare. Mi piacerebbe lasciare in eredità questa forza unitaria perchè non ci sia più la frammentazione politica attuale».
Sabato, Scajola - incontrando Scandroglio - ha tradotto perfettamente il concetto in lingua di casa nostra: «Le prossime elezioni amministrative in Liguria potrebbero essere l’occasione per esplorare qualche percorso nel segno delle parole di Berlusconi». Insomma, qualcosa si muove. E, soprattutto, si muove nella direzione che, da queste colonne, suggeriamo da mesi. Certo, occorrerà che ciascuno faccia qualche rinuncia.
Ma, ricordate, «a volte è necessario fare un passo indietro per poi farne due in avanti». Lo diceva un signore che si chiamava Vladimir Il’ic Ul’janov. Cioè Lenin. Sarebbe bello insegnarlo al centrosinistra.