Mona Sahlin, prima donna a guidare il partito socialdemocratico svedese

Succede a Goeran Persson Nel ’95 per uno scandalo si dimise da vice-premier

da Stoccolma

Una donna guida per la prima volta il partito socialdemocratico svedese, la principale formazione politica del Paese, all’opposizione da sei mesi. Mona Sahlin, 50 anni, è stata eletta ieri all’unanimità nel corso di un congresso straordinario a Stoccolma.
Il comitato elettorale del partito l’aveva designata come unico candidato il 18 gennaio scorso e la sua nomina era quindi scontata. Le sue azioni per la successione sono salite quando Margot Wallstrom, attualmente commissario europeo, ha dichiarato che non intendeva candidarsi.
La Sahlin succede a Goeran Persson, leader del partito dal 1996 ed ex premier: fu battuto alle elezioni legislative dello scorso settembre da una coalizione di centrodestra guidata da Frederik Reinfeldt. Persson, che è stato per dieci anni alla testa dei socialdemocratici, ha dedicato ai 1.700 delegati presenti un addio nostalgico e ha lodato le capacità della Sahlin. Se i socialdemocratici vincessero le elezioni previste nel 2010, diventerebbe la prima donna a guidare il governo svedese. «Sono estremamente fiera di essere la prima donna a dirigere il nostro partito», fondato 118 anni fa, ha dichiarato Sahlin commossa davanti ai membri del congresso.
Iscritta fin da giovane al partito, Mona Sahlin è stata varie volte ministro e una volta vice premier, carica da cui dovette dimettersi nel 1995, quando si venne a sapere che aveva fatto alcuni acquisti, tra i quali tavolette di cioccolata, con la carta di credito in dotazione ai ministri.