Lo Monaco canta Omero in Valle Christi

Gli episodi salienti della guerra di Troia raccontati nell'alone arcaico dei resti dell'abbazia di Valle Christi: così si apre stasera la quinta edizione del festival allestito nell'omonimo sito archeologico di Rapallo con «Iliade. Da Omero a Omero», con Sebastiano Lo Monaco nei panni di un moderno aedo. L'attore siciliano è reduce dal festival del teatro antico conclusosi recentemente a Siracusa, in cui ha interpretato l'«Eracle» di Euripide: dalla tragedia dell'eroe che, dopo le dodici fatiche, massacra moglie e figli in preda alla follia instillatagli dalla sua implacabile nemica, la dea Era, alla guerra più famosa del mito occidentale, Lo Monaco spazia in secoli di letteratura greca. «Sono di Siracusa e quindi affondo le mie radici nella cultura greca; ho debuttato al teatro greco di Siracusa nei panni del messaggero dell'"Edipo re", con Massimo Foschi nella parte del protagonista, Anna Miserocchi nella parte di Giocasta e Salvo Randone in quella di Tiresia. Anni dopo il ruolo di Edipo è toccato a me, nonchè svariati altri personaggi di drammi antichi, da «Le Baccanti» di Euripide a «Agamennone» di Eschilo a «Le nuvole» di Aristofane». Un confronto inesausto quello con i classici greci, tanto che Lo Monaco commenta scherzosamente di "sentirsi un contemporaneo di Euripide." Ora porta in scena questa lettura dell'Iliade, una selezione di brani che ripercorre le vicende dei dieci anni della guerra, attingendo alla traduzione settecentesca di Vincenzo Monti e a quella contemporanea di Monica Centanni, docente universitaria presso lo Iuav di Venezia e grecista insignita del premio Monselice proprio per questa traduzione. La musica composta ed eseguita dal vivo da Dario Arcidiacono, altro Siracusano doc, evoca il clangore delle armi, lo scontro delle moltitudini di guerrieri, le urla della battaglia e i compianti funebri. L'impegno di Sebastiano Lo Monaco non si limita però ai classici greci o a Pirandello, altro suo cavallo di battaglia (nella scorsa stagione ha portato in scena allo Stabile di Genova, in qualità di regista e protagonista, «Il berretto a sonagli»); la stagione del Carlo Felice ha infatti visto in scena «I pagliacci» e «Cavalleria rusticana» con la regia dell'artista siciliano. Se gli si chiede qualche anticipazione sui progetti a breve termine, ecco la risposta: «Vorrei prendermi una vacanza di due anni… magari sullo yatch di Briatore, per fare il giro del mondo. E aspetterei di avere una lacerante nostalgia del lavoro, prima di tornare in scena». E invece la prossima stagione di prosa lo vedrà nei panni di «Otello», a Genova a dicembre. «Dopo Shakespeare mi prenderò una pausa dalla prosa - anticipa. - Dal 2008 porterò in turnèe, per due anni, il musical garibaldino "Rinaldo in Campo" di Giovannini e Garinei, musicato da Domenico Modugno. Fu la commedia musicale che, accanto a nomi affermati come Modugno e Delia Scala, fece scoprire due attori siciliani del calibro di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia». E in autunno uscirà nelle sale cinematografiche il film di Roberto Faenza «I viceré», dall'omonimo romanzo di Federico De Roberto. Per forsa sente il bisogno di ferie!