Monaco, nozze tra la bella Charlène e Alberto Dopo il sì il pianto liberatorio della sposa triste

Occhi bassi, volto teso e sei metri di strascico. Dopo le voci su una
sua fuga, l’ex campionessa ha detto "oui", in una cerimonia
dall'aria un po' tesa. <strong><a href="/interni/ma_e_charlotte_piu_bella_reame/03-07-2011/articolo-id=532840-page=0-comments=1" target="_blank">Ma è Charlotte la più bella del reame</a></strong>. Il vestito della sposa è di Armani: cosparso di perle, gemme e brillanti. <strong>Guarda <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/alberto_e_charlene_matrimonio_relig... target="_blank">le foto</a> e </strong><strong><a href="http://www.ilgiornale.it/video/il_secondo_si_alberto_e_charlene/id=matri... target="_blank">il video</a></strong>

Anche questa è fatta. Dalle ore diciassette e trentaquattro di ieri pomeriggio, Montecarlo, due di luglio duemila e undici, Charlene Lynette Wittcock è la principessa di Monaco. Lo ha dichiarato l'arcivescono Barsi, Alberto II ha strizzato l’occhio alla sposa che, finalmente, ha mostrato il sorriso nuziale dopo averlo tenuto sotto vuoto spento e spinto per gran parte della cerimonia, nel cortile, si fa per dire, del palazzo Grimaldi. Un ventaglificio continuo, nell’aria calda del principato, cappelli vari, tight, uniformi, medaglie al valore, teste coronate, sceicchi, abiti improbabili, colori vivaci, Montecarlo ha ritrovato il suo stile antico, direi nobiliare e aristocratico, mettendo da parte, almeno per un sabato, le immagini più mercantili e volgari, tra automobili di extralusso, bolidi di formula Uno, casinò, agevolazioni fiscali, tornei di tennis, festival musicali e circensi.

Infine Alberto II ha deciso di rimettere le cose al loro posto, essendo un capo di Stato comunque, ha voluto unirsi in matrimonio dopo essersi divertito con eccessiva disinvoltura. Le ultime voci del terzo figlio segreto, avuto da una relazione con una femmina italiana, avevano provocato il colpo di scena puntuale, il tentativo di fuga della sposa, subito bloccato dalle guardie del corpo del principe, il chiarimento, il giuramento, l'atto di fede e di amore, un frullato di pettegolezzi che alla fine è andato a farsi benedire, anzi è stato benedetto da don Barsi con la sua faccia rotonda e occhialuta che lo rende simile a Bernard Blier, l'attore francese, il pensionato tra i personaggi di Amici Miei. Il segno della croce ha accompagnato l'atto finale, lo scambio delle vere nuziali, le mani strette una con l'altra, il bacio schioccato da Albert verso Charlene che stava soltanto due passi più in là ma sembrava in volo, tra le nuvole dei suoi pensieri.

Da segnalare, sullo sfondo, a parte il profilo di Giorgio Armani che ha disegnato e fatto tagliare l'abito della sudafricana, cinquanta metri di seta, sei metri di strascico e una dose industriale di perle, brillanti, gemme, uno scafandro milionario che ha provocato incertezza e ostacoli nell’andatura della sposa; a parte il re dei sarti, dunque, o Carolina e Stephanie, bellissime e emozionate, o Charlotte già detta la Pippa del principato, e gli altri del presepe, era curioso osservare quell’uomo solo al comando, di nero vestito, come il colore dei capelli, Nicolas Sarkozy, single, senza madame Carla al seguito. La partoriente è rimasta a là maison, non se l'è sentita di indossare l'abito rotondo sul ventre, ha lasciato che il marito procedesse da solo, con passo un po' incerto, anzi goffo, deambulando a gambe aperte, lungo il tappeto rosso, roba ollivudiana da oscar, tra applausi e inchini e riverenze, come era toccato, prima di lui, a Nancy Reagan, a Paola di Liegi, ai Borbone, ad Angelino Alfano, a Farah Diba ricomparsa piacevolmente per molti, a Naomi Campbell, ai Savoia un po' gonfi e a un improbabile e patetico Roger Moore che avendo anni ottantaquattro più che a 007 sembrava assomigliare a un reduce dal museo di madame Tussaud. Gli sposi si sono finalmente baciati quando su Montecarlo il sole non era più caldo ma l'aria restava pesante, Michael Wittcock, padre di Charlene, ha passato il bianco fazzoletto sulla fronte, per detergere il sudore e poi qualche lacrima sul viso, Charlene ha unito le labbra e concesso il bacio al marito, ritraendo però, subito, il volto, quasi fuggendo altrove, forse emozionata, forse stanca, forse. Albert era affaticato pure lui in quella divisa bianco crema da cima a fondo, calzature comprese, l'uniforme dei carabinieri di Montecarlo, per rendere l'idea tipo i pizzardoni romani sotto la canicola dell'Urbe. Canti, cori, musica classica, la voce magica di Bocelli, violini, trombe, mentre i due sposi non vedevano l’ora di alzarsi e incominciare la loro storia.

Molti hanno cercato negli occhi di Charlene Lynette la memoria di Grace. Nostalgia di un tempo che non esiste più. La principessa di Monaco ha mantenuto lo sguardo fisso, sempre, mentre l’Ave Maria di Schubert ha commosso Albert e le sue sorelle. Le sirene delle navi hanno preso a suonare insieme con le campane, la coppia è salita in vettura scoperta per la sfilata tra il popolo. Sembrava fatta, chiusa, come i ventagli delle comparse. Ma, finito il protocollo, in mezzo ai bambini e alla gente comune che cantavano per lei, la principessa fredda e malinconica è crollata, Charlene è tornata umana, lacrime, pianto, commozione, il trucco si è sciolto sul suo viso finalmente normale, da donna felice. Fine del film, inizio della storia.