Mondadori brinda alla cessione delle tipografie

da Milano

Mondadori vende le attività di stampa e vola in Borsa. Ieri il titolo, dopo una serie di sospensioni al rialzo, ha chiuso la seduta con un guadagno del 7,2% riconquistando quota 3 euro. Al contrario Piazza Affari si è affossata perdendo il 5,3%. Il mercato ha brindato al contratto preliminare per cedere l’80% della Mondadori Printing al gruppo Ponzoni che diventerà uno dei primi stampatori a livello europeo. Il 100% della divisione stampa è stata valutata 145 milioni di euro. Secondo gli accordi il gruppo Pozoni avrà un’opzione, esercitatile dal dicembre 2011, per acquistare il restante 20%, viceversa Mondadori potrà venderglielo dal gennaio 2017.
La reazione degli analisti è stata unanime, l’operazione è ottima: taglia il debito, migliorerà l’utile e permetterà nuove acquisizioni. Per quanto riguarda i conti l’effetto sarà immediato: «Il debito del gruppo si ridurrà di 123 milioni di euro passando da 584 milioni attesi a 461 milioni e sarà pari a solo 2,1 volte l’Ebitda (margine operativo lordo)» spiega un analista. Valutazioni positive sulla riduzione del debito, sorvegliato speciale in un momento di mercato come questo, arrivano anche da Deutsche Bank che ieri in una nota ha confermato il giudizio «buy» (comprare) con un prezzo che può arrivare fino a 4,6 euro. «Considerati i multipli della transazione e l'importante contrazione del debito, consideriamo l'operazione positiva. Inoltre, pensiamo che il pagamento di un dividendo 2008 in linea con il 2007 sia ora più probabile, l’effetto sarebbe quello di avere un rendimento potenzialmente superiore al 12,5%», si legge nel report.
Al di là del debito, la cessione delle attività di stampa, per effetto anche di minori oneri sul debito, porterà anche «un miglioramento dell’utile per azione nell’ordine del 10%», spiega l’analista di una primaria sim milanese. Nel 2007 Mondadori Printing ha contribuito per il 23% del fatturato del gruppo e per il 13% a livello di Ebitda. Dall’inizio dell’anno però i ricavi si sono ridotti del 9,3% nel primo trimestre, per continuare a peggiorare nel secondo (-14,6%). Oltre alle prospettive in calo la divisione aveva margini davvero risicati: 7% a livello di Ebitda nel 2007 contro il 13% dell’intero gruppo. Gli analisti di Unicredit oltre alla riduzione del debito applaudono alla ratio di questa operazione che «consentirà a Mondadori di focalizzarsi sulle attività strategiche», si legge in una nota diffusa ieri. Si spingono oltre gli esperti di Mediobanca secondo cui «ora il gruppo potrebbe acquistare una piccola compagnia internet. La cessione di attività con bassi margini e prospettive in calo per uno sviluppo sull’online è un’ottima scelta per la crescita del gruppo».