Mondadori, il Csm promuove il giudice Mesiano Il cda Fininvest: "Pronto il ricorso in appello"

Il magistrato milanese che ha firmato la sentenza sul risarcimento da
750 milioni di euro che Fininvest deve a Cir è stato promosso al 7°
livello (il massimo possibile) per "indipendenza e imparzialità". Fininvest procederà all’appello e proporrà
istanza di sospensione sulla sentenza

Roma - Promosso il giudice Mesiano. Con una delibera, che ne sottolinea "indipendenza, imparzialità ed equilibrio" il plenum del Csm ha dato una promozione a Raimondo Mesiano, il giudice del tribunale civile di Milano che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per la vicenda del lodo Mondadori. Una sentenza che è stata pesantemente contestata sia dal presidente del consiglio, che l’ha definita un’enormità giuridica, sia dai capigruppo del Pdl a Camera e Senato che hanno parlato di "disegno eversivo". Intanto il consiglio di amministrazione di Fininvest ha deliberato formalmente di procedere alla presentazione dell’appello contro la sentenza del tribunale di Milano del 3 ottobre 2009 sul lodo Mondadori e di proporre istanza di sospensione dell’esecutività della sentenza.

Massimo grado Il plenum di Palazzo dei Marescialli ha riconosciuto a Mesiano il massimo grado raggiungibile da un magistrato nella sua carriera, sancendo il superamento da parte sua della settima valutazione di professionalità. Un provvedimento motivato da "indipendenza, imparzialità ed equilibrio" e anche da "capacità, laboriosità, diligenza ed impegno dimostrati" da Mesiano nell’esercizio delle sue funzioni. La promozione è passata all’unanimità e senza nessuna discussione ed era inserita in un ordine del giorno speciale. Il provvedimento è retroattivo, visto che il riconoscimento decorre dal 13 maggio del 2008 e comporterà per il magistrato un aumento di stipendio oltre alla possibilità di concorrere per incarichi che sinora gli erano preclusi. Intanto martedì prossimo la prima commissione aprirà una pratica a tutela di Mesiano, dopo gli attacchi ricevuti per la sentenza sul lodo Mondadori.

Pecorella: "Decisione inopportuna" "Non conosco la vita e la carriera professionale del giudice Mesiano. Ma dopo quella sentenza sul lodo Mondadori, questa promozione e questo riconoscimento mi sembra una cosa forse poco opportuna, anche se non entro nel merito della decisione del Csm". Gaetano Pecorella, deputato del Pdl e legale del premier, commenta così la decisione del plenum del Csm di dare una promozione al giudice del tribunale civile di Milano che ha condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per la vicenda del lodo Mondadori.

Gasparri: "E' umorismo" "A volte si assiste a casi di umorismo involontario. Capita vedendo che il Csm ha promosso oggi all’unanimità il giudice Mesiano" commenta Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "Il Csm - aggiunge - sottolinea l’indipendenza, l’imparzialità e l’equilibrio di Mesiano. La tempistica della promozione, all’indomani dell’incredibile sentenza, è ovviamente frutto del caso. Ma il tutto, come in certe commedie televisive, meriterebbe l’accompagnamento di risate del pubblico. Di Mesiano si loda anche la laboriosità. Testimoniata dal fatto che ha emesso la sentenza di sabato e senza ricorrere a perizie".

Il Csm chiarisce: "Pratica già aperta da tempo" Sulla valutazione del giudice Mesiano è stata seguita "una procedura ordinaria". Lo precisa il Csm, spiegando in una nota che la pratica relativa al conseguimento della settima valutazione di professionalità di Mesiano "è stata aperta d’ufficio presso la quarta commissione del consiglio superiore della magistratura il 21 maggio 2009" a seguito della trasmissione degli atti da parte del presidente della Corte d'Appello di Milano in data 17 aprile 2009. Acquisiti il parere favorevole espresso all’unanimità dal consiglio giudiziario di Milano il 24 marzo scorso e gli atti allegati a esso, ed esperita l’istruttoria volta all’acquisizione di ulteriori prospetti statistici, la pratica è stata definita dalla commissione, presieduta dal consigliere laico di centrodestra Michele Saponara, il 24 settembre, con la proposta unanime di riconoscere a Mesiano "il positivo superamento della settima valutazione di professionalità a decorrere dal 13 maggio 2008". La pratica, quindi, è stata "fissata all’ordine del giorno speciale, sezione A", della seduta di stamattina, "non avendo nessun componente del plenum richiesto una specifica discussione, la proposta è stata approvata come da prassi (art. 45, comma 4 del Regolamento consiliare) con voto unanime". L’ordine del giorno, conclude Palazzo dei Marescialli, era stato formato lo scorso 29 settembre.

L'opposizione contro il premier "Il presidente del Consiglio in più occasioni ha affermato 'presto ne sentiremo delle belle sul conto del giudice Mesiano': quali sono gli elementi in possesso del presidente medesimo che l’abbiano spinto a una simile affermazione?". Lo chiede il portavoce dell’associazione Articolo 21, Giuseppe Giulietti, che ha firmato una interrogazione a Silvio Berlusconi assieme a Bruno Tabacci (Udc), Roberto Zaccaria (Pd), Leoluca Orlando (Idv) e Fabio Evangelisti (Idv). "Da oggi - annuncia Giulietti - continueremo a porre questa domanda al premier: sarà l'undicesima domanda. Non è assolutamente normale che un premier avverta un giudice che se ne sentiranno delle belle sul suo conto ed è ancora meno normale che questa vicenda venga archiviata rapidamente".