Mondello: «Ripartiamo dalla base sfruttata in campagna elettorale»

Ripartire dalla base, una volta per tutte. Così l’onorevole Gabriella Mondello si espone nel dibattito successivo al comitato regionale di Forza Italia che si è tenuto lunedì scorso. Tra chi ha mugugnato con gli attuali vertici del partito c’è anche la Mondello decisa a chiedere una rivalutazione complessiva della situazione prima che il movimento confluisca nel Popolo della libertà: «C’è un grande clima di attesa tra gli elettori che chiedono che cosa stiamo facendo e che cosa faremo. Si nota un forte distacco tra il governo ed il parlamento - spiega la deputata azzurra-. Un errore già fatto in passato sul quale non dobbiamo ricadere».
Durante il comitato lei ha sottolineato il ruolo degli attivisti: marginalizzati rispetto alla vita del partito.
«Mi sto rendendo conto che c’è malessere in tutta la regione per la struttura e l’organizzazione. Tutti vengono chiamati a lavorare durante la campagna elettorale, poi ci si dimentica di loro».
Gli attacchi più duri sono arrivati dall’ex coordinatore regionale Enrico Nan.
«Non giudico l’intervento di Nan e la sua richiesta di essere invitato. Diciamo che per dare continuità alla linea del partito sarebbe stato meglio invitarlo».
Nan ha detto ai vertici di non cullarsi troppo per la vittoria ligure. È d’accordo?
«Assolutamente. Abbiamo perso voti rispetto a due anni fa. Bisognerebbe imparare dalla Lega che con proposte chiare ha saputo attirare consenso. Mi preoccupa il voto su Genova e la sua cintura: raccogliamo solo consensi di opinione, segno che non c’è radicamento sul territorio».
Chiede un cambio di rotta o anche un cambio di dirigenti?
«Più che un cambio dell’attuale dirigenza c’è la necessità di fare crescere una nuova classe dirigente, altrimenti rischiamo di fare un buco nell’acqua».
Forza Italia non ha mai spiccato per il dibattito interno. Neanche in sede congressuale. È da lì che si deve ripartire?
«Direi che ci sono state situazioni in cui la dialettica interna ha funzionato. Non è quello il punto, ci vuole più coinvolgimento durante tutto il processo politico».
Quale ruolo rivendica per il comitato regionale?
«Deve essere d’impulso per il lavoro dei parlamentari. In questa sede vanno costruiti dei documenti su cui deputati e senatori devono fare perno per la loro attività istituzionale».
Quindi niente cene in trattoria?
«Le cene vanno bene come scambi informali di opinione, ma non devono sostituirsi ad incontri di carattere istituzionale».