MO(N)DELLO

Nei giorni scorsi sono stato a Chiavari per presentare un convegno sugli sprechi che ha aperto la campagna elettorale del Popolo della Libertà nel Tigullio. Bel convegno, bella partecipazione, bel pubblico. E il fatto che la sala fosse strapiena è sicuramente un buon segno.
Così come è un buon segno aver sentito realismo nei discorsi di tutti gli intervenuti dal coordinatore provinciale azzurro Giovanni Boitano a quello chiavarese Gian Luca Ratto, dal consigliere regionale Gino Garibaldi alla deputata Gabriella Mondello. Tutti a dire una cosa importantissima, che forse in provincia si sente più che in città o in televisione: il risultato delle elezioni è tutt’altro che già scritto; ogni voto pesa tantissimo ai fini del premio di maggioranza alla Camera ed ogni voto ligure pesa ancor di più perché la nostra è una delle cinque regioni sicuramente in bilico al Senato e un solo voto in più di una coalizione sull’altra può significare due o tre senatori in più, che possono essere decisivi ai fini della possibilità di governare il Paese. Poi, è chiaro che chiunque di qualunque coalizione, si augura di vincere con trenta seggi di scarto. Ma il realismo non ha mai fatto male a nessuno.
Garibaldi, ad esempio, ha portato la sua esperienza di uomo della strada, mitissimo, abituato a girare per il caruggio dritto di Chiavari, captando gli umori popolari più profondi. Che sono molto, molto, diversi da quelli di chi vive nelle stanze di partito. Boitano ha ragionato anche sull’importanza dei Comuni piccoli e medi, del voto a Sestri Levante, a Camogli e a Montoggio.
E poi, soprattutto, la Mondello. Gabriella non è Alcide De Gasperi. Ma è favorita dal fatto di sapere di non esserlo e di lavorare onestamente, con serietà, dedizione e preparazione, senza dimenticare mai il proprio territorio. Ma ci avete fatto caso che, a parte Claudio Scajola, Sandro Biasotti (e Giorgio Bornacin ed Eugenio Minasso in An), è stata l’unica di cui nessuno ha mai messo in dubbio, nemmeno per un minuto, l’elezione? Eppure non è una miss, nè una vip paracadutata in lista. E, addirittura, ha risposto giusto a tutte le domande delle Iene fuori da Montecitorio, dimostrando che non tutti i deputati sono ignoranti. Infatti, non l’hanno mandata in onda.
Ecco, credo che la candidatura mai stata in dubbio della Mondello sia proprio un premio al lavoro e alla serietà. Un premio alla vita da mediano. Mediano sì, ma indispensabile per vincere le partite. E credo che Gabriella vada portata ad esempio.
Anche per il calore con cui dice sempre, pubblicamente, con partecipazione, di leggere il Giornale. Base indispensabile per essere, sul serio, un esponente del «Popolo delle libertà». Perchè i lettori del Giornale lo sono da prima che la dizione fosse fra virgolette, con la maiuscola e il copyright.
Insomma, più che una Mondello, un modello.