Un Mondiale «blindato» ma ricco di stelle

Decise le 32 squadre che parteciperanno a Sudafrica 2010, la prima rassegna iridata nel continente africano. Sicurezza garantita da 41mila poliziotti e tantissimi calciatori e tecnici di valore. E come nel 2002, tutte le nazionali almeno una volta campioni

Il primo Mondiale nel continente africano sarà quasi «blindato» (per la sicurezza pronti 41mila poliziotti) ma ricco di stelle. Presenti tutte le nazioni (sette) che hanno vinto almeno una volta la rassegna iridata (era già accaduto nel 2002): Brasile - unica a partecipare a tutte le edizioni -, Italia, Germania, Argentina, Inghilterra, Francia e Uruguay, queste ultime due passate dalle forche caudine degli spareggi. I transalpini hanno spento il sogno iridato dell'Irlanda di Trapattoni grazie al gol di Gallas nei supplementari, rete viziata da un netto fallo di mano di Henry, l'Albiceleste dopo il successo dell'andata ha eliminato il Costarica con un 1-1 maturato nel secondo tempo.
Non solo: ci sarà anche l'Olanda alla perenne ricerca di una consacrazione che non arriva, a parte gli Europei del 1988, la Spagna che attualmente è al primo posto della classifica Fifa e dà spettacolo ogni volta che gioca (vedi sabato scorso contro l'Argentina e anche ieri sera in Austria), ci saranno Svizzera, Serbia - alla prima apparizione mondiale come la Slovacchia, due nazionali nate dallo smembramento dell'ex Jugoslavia e dell'ex Cecoslovacchia - e Grecia che possono creare problemi a tutti e poi sei nazionali africane da cui potrebbe uscire la clamorosa sorpresa, anche se quella di casa, i Bafana Bafana (alla terza partecipazione a un Mondiale), può sperare solo nel fattore campo o in qualche aiuto dall'alto. Fra queste sei l'ultima a qualificarsi è stata l'Algeria (che torna alla rassegna iridata dopo 24 anni), a spese di quell'Egitto che spesso fa molto bene nei tornei continentali (leggi Coppa d'Africa), ma poi manca la partecipazione al torneo più importante.
Sarà anche il primo Mondiale a cui parteciperanno due rappresentative dell'Oceania, ovvero Australia e Nuova Zelanda, quest'ultima guidata da quel Ricki Herbert che fu presente, ma da giocatore, all'unica altra esperienza degli «All Whites» al Mondiale, quella di Spagna 1982. Proprio con una partita in Oceania, Nuova Caledonia-Tahiti 1-0, si erano aperte nell'agosto 2007 le qualificazioni finite oggi per la prossima Coppa del Mondo, quella che si svolgerà nell'inverno sudafricano. Che si giocasse nella stagione più fredda non succedeva dal 1978 in Argentina, ed anche questo, oltre all'altura, è un fattore da tenere ben presente.
Per la prima volta ci saranno le due Coree (quella del Nord mancava dal Mondiale dal 1970) e torna l'Honduras - ultima apparizione nell'1982 -. Tra i ct, gli unici che hanno già vinto sono Marcello Lippi e il selezionatore del Sudafrica Parreira. E tanti saranno i calciatori illustri: da Lionel Messi, che dovrebbe presentarsi con l'investitura del Pallone d'Oro, a Cristiano Ronaldo passando per Henry (forse con sulle spalle una sanzione per il gesto antisportivo di Parigi), Kakà, Torres, Luis Fabiano, Drogba, Eto'o, Ballack, Klose, Lampard, Gerrard e Rooney. Ma ci saranno anche importanti assenze: Ibrahimovic, Shevchenko (eliminato con la sua Ucraina nello spareggio con la Grecia), Berbatov, Cech, Mutu e Chivu. Per non parlare di Adebayor, centravanti del Togo, presente a Germania 2006.
Ora l'appuntamento è per il 4 dicembre a Città del Capo, ovvero al giorno del sorteggio, che sarà preceduto da un Esecutivo della Fifa che si svolgerà nell'isola di Robben Island, dove c'è il carcere in cui fu rinchiuso per troppi anni Nelson Mandela. Proprio sul sorteggio c'è già un'ipotesi di teste di serie, scelte in base a criteri geografici e alla classifica Fifa. L'ultima parola spetterà al presidente del calcio mondiale Sepp Blatter, ma nell'urna 1 per la formazione degli 8 gironi da quattro squadre l'uno dovrebbero essere inserite Brasile, Italia, Argentina, Germania, Spagna, Inghilterra, Francia e Sudafrica. In un'altra urna ci saranno solo nazionali europee, ovvero Olanda, Slovacchia, Serbia, Portogallo, Grecia, Slovenia, Danimarca e Svizzera, mentre nella terza andrebbero cinque africane (Algeria, Camerun, Costa d'Avorio, Ghana e Nigeria) e tre sudamericane (Cile, Paraguay e Uruguay). Nell'ultima, quella delle squadre teoricamente più deboli, dovrebbero trovare spazio Australia, Nuova Zelanda, le due Coree, il Giappone, e le tre Concacaf Honduras, Messico ed Usa.