Mondiali 2010 Allarme Fifa: «Lotta al doping inefficace»

La Fifa ha paura che ai prossimi mondiali in Sud Africa i giocatori possano fare utilizzo degli stimolanti non rintracciabili derivati da medicinali tradizionali africani che attualmente non fanno parte della lista delle sostanze vietate. Il presidente della commissione medica della Fifa Michel D’Hooghe vuole che l’Agenzia mondiale anti-doping analizzi alcune piante africane che potrebbero dare agli atleti un vantaggio sleale. Il dottore della nazionale sudafricana Ntlopi Mogoru ha riferito che le piante in questione, che normalmente si trovano nei Paesi dell’Africa tropicale come il Ghana, sono in grado di produrre steroidi bioprodotti che non fanno parte della lista della WADA e non sono rilevabili nei test antidoping.
Intanto sorgono dubbi sull’efficacia della politica anti-doping. «Costa 30 milioni di dollari (22 mln di euro) l’anno ed è inefficace», accusa Jiri Dvorak, responsabile della commissione medica della Fifa. Appena 10 casi su 33.000 test eseguiti annualmente, al costo di 1.000 dollari ciascuno (vale a dire appena 0,03 %), risultano positivi agli steroidi anabolizzanti. «Riteniamo che i controlli individuali sistematici durante ed al di fuori delle competizioni - ha detto Dvorak - siano realmente inefficaci. I test praticati alla cieca e senza preavviso avrebbero un maggior effetto dissuasivo».