Mondiali calcio 2018-2022, è gara aperta: il 2 dicembre l'assegnazione

La Fifa ha diffuso il rapporto di valutazione sulle 9 candidature in lizza complessivamente per le prossime 2 edizioni della World Cup. Nessuna delle candidature, dalle europee agli Usa passando per Giappone e Australia, è immune da critiche

La perfezione non esiste, la corsa ai Mondiali del 2018 e del 2022 è aperta. La Fifa, che il 2 dicembre sceglierà le sedi dei tornei, ha diffuso il rapporto di valutazione sulle 9 candidature in lizza complessivamente per le prossime 2 edizioni della World Cup. Il 2018, come è noto, è una questione tutta europea. Le candidature di Inghilterra, Russia e Spagna-Portogallo sono considerate «a basso rischio» rispetto a quella di Olanda-Belgio, giudicata «a medio rischio». Nessuno dei progetti, in realtà, è immune da critiche.
L'Inghilterra, in particolare, non soddisfa in pieno i requisiti relativi all'offerta alberghiera e ai campi di allenamento. In compenso, costituisce il mercato ideale per le sponsorizzazioni a livello mondiale quando si parla di calcio. Al di là della Manica, poi, i Mondiali garantirebbero un successo assoluto per quanto riguarda la vendita dei diritti tv.
Il denaro arriverebbe a fiumi anche in Spagna-Portogallo e Olanda-Belgio: tali progetti, però, devono fare i conti con lo scetticismo che accompagna tradizionalmente le candidature congiunte quando si parla di World Cup. Il binomio Russia-tv, invece, non convince: diventa complicato organizzare e vendere un torneo spalmato su diversi fusi orari. L'aspetto commerciale ha un peso notevole anche nelle valutazioni relative alle candidature per i Mondiali 2022.
Giappone, Corea del Sud e Australia vogliono organizzare il torneo: se venisse premiato uno di questi progetti, la platea televisiva europea sarebbe meno numerosa rispetto alla norma. Un business ridotto nel Vecchio Continente dovrebbe essere compensato dalla crescita degli affari in Asia e Oceania. Possibile, ma non semplicissimo.
Sognano anche gli Stati Uniti, che però sembrano penalizzati da un impegno pubblico più limitato rispetto alla concorrenza. Se gli sforzi del governo fossero l'unico parametro da valutare, il Qatar partirebbe con un vantaggio notevole. I petroldollari abbondano, come dimostrano i 4 milioni spesi per organizzare l'amichevole di lusso Argentina-Brasile a Doha. Nemmeno i soldi, però, possono modificare il clima: gli ispettori della Fifa, quindi, si chiedono quando sarebbe pericoloso far disputare i match con temperature elevatissime.
È ancora vivo, del resto, il ricordo della folle programmazione di Usa '94, con partite giocate all'ora di pranzo in stadi trasformati in catini bollenti. Le uniche valutazioni che al momento non sembrano pesare sono quelle relative ai sospetti di corruzione. Le inchieste del domenicale londinese Sunday Times hanno evidenziato le condotte discutibili di almeno 2 membri dell'esecutivo della Fifa, il nigeriano Amos Adamu e il tahitiano Reynald Temarii. I due dirigenti attualmente sono sospesi e ora potrebbero essere ufficializzate ulteriori sanzioni.